Università, sotto esame il sistema appalti

di Maria Fiore wPAVIA Campus Aquae come punto di partenza di un'inchiesta dall'approdo ancora da capire. La pratica del centro sportivo al Cravino, che è tra quelle sequestrate l'altra mattina dagli inquirenti, potrebbe essere, infatti, solo la base di partenza di un'indagine più ampia sugli appalti in Università. Un'indagine che è passata, finora, attraverso interrogatori di dipendenti dell'ateneo, sequestri di decine di pratiche di appalti in Università, e che ha portato a tre avvisi di garanzia con le accuse di corruzione e concussione, notificati all'ingegnere e responsabile dell'ufficio tecnico dell'ateneo Lorenzo Duico, all'architetto Ilaria Marchesotti e al costruttore Alberto Brera. Se il nome di Marchesotti è direttamente legato alla vicenda Campus Aquae, visto che l'architetto è stata direttore dei lavori e ha firmato alcune varianti al progetto, quello di Duico, funzionario del settore che si occupa proprio degli appalti, consente agli inquirenti di allargare lo sguardo a tutte le gare gestite dall'Università. Perlomeno a quelle riferite al periodo che va dal 2006 al 2011 (i sequestri riguardano pratiche di quegli anni), quando il rettore era Angiolino Stella, il direttore amministrativo era Giuseppino Molinari e in Università c'era un altro Consiglio di amministrazione. L'ateneo in questa inchiesta risulta parte lesa, ma i carabinieri, che su delega del procuratore aggiunto Mario Venditti hanno sequestrato migliaia di documenti, vogliono ricostruire e approfondire la procedura di assegnazione degli appalti anche in relazione alle autorizzazioni e alla catena di controllo. Ma che l'interesse degli inquirenti sugli appalti sia più ampio sembra dimostrarlo soprattutto il nome di Alberto Brera. All'indirizzo di via Capsoni a Pavia, dove aveva sede la sua società, fallita a settembre del 2012, ieri non c'era nessuno e quindi non è stato possibile raccogliere un suo commento. Il nome di Brera, comunque, emerge dalla delibera approvata dal Cda dell'Università il 22 dicembre del 2009, in relazione a un impianto fotovoltaico da installare al polo universitario al Cravino, sui tetti della facoltà di ingegneria e sulle pensiline del parcheggio di Campus Aquae. Il progetto, che ha un costo di 8 milioni di euro in project financing e che consentirà all'Università di ottenere 55mila euro l'anno per l'affitto delle proprie strutture, viene ritenuto «di interesse» dall'Università, che non deve sborsare un euro. A presentare la proposta e ad aggiudicarsi l'appalto, come unica partecipante, è una «costituenda» associazione temporanea di impresa, di cui fa parte anche l'azienda edile di Alberto Brera. Una gara che, insieme ad altre, ora è nelle mani degli inquirenti.