M5S, tweet-gaffe su Napolitano

ROMA «Se ne è andato Giorgio. Quello sbagliato». Sette parole hanno alimentato stanotte la polemica sul web e fatto esplodere stamane un caso politico, anzi una bufera nei confronti del Movimento 5 Stelle. L'autore del macabro auspicio nei confronti del Quirinale non è un militante qualsiasi, ma Debora Billi, responsabile web dei Cinquestelle a Montecitorio, che si è poi trovata nell'obbligo di scusarsi sia con Napolitano che con il suo stesso Movimento. Caso chiuso? Forse, ma non le sue conseguenze politiche, come testimoniano alcune prese di posizione nel Pd: «Renzi annulli - ha chiesto Stefano Pedica della direzione del partito - la riunione di lunedì. I 5 stelle non hanno il senso dello Stato, loro vogliono solo sfasciare». Analoga la presa di posizione di Daniele Capezzone (Fi): «La polemica brutale ad hominem scaccia la polemica, necessaria, sulle cose». Giuseppe Esposito, senatore del Ncd, ha ricordato che «I grillini chiedono impeachment e dimissioni per tutti; se usassero coerentemente ugual misura nei confronti dei propri iscritti, Billi dovrebbe essere allontanata». «Se la responsabile web dei Cinquestelle a Montecitorio arriva a tanto, vuol dire proprio che non hanno più alcuna proposta politica da mettere sul piatto», è stato il commento di Lorenzo Battista e Luis Alberto Orellana, due senatori che hanno deciso da tempo di lasciare il MoVimento. Per il deputato di Scelta Civica Gianfranco Librandi «questo attacco è figlio della povertà intellettuale che purtroppo affligge molti grillini. In una azienda privata Debora Billi verrebbe licenziata in tronco». Infine il giudizio lapidario di Francesco Storace leader della Destra che con Napolitano non ha mai risparmiato la polemica politica: «Augurargli la morte è da grillino infame». «Siamo sempre vicini al nostro Presidente, soprattutto quando è fatto oggetto di brutali attacchi personali». Lo afferma Debora Serracchiani, esprimendo la sua solidarietà al Capo dello Stato per il messaggio scritto dal deputato M5S, Debora Billi. «Condanniamo ogni forma di violenza contro chiunque, anche verbale - precisa Serracchiani - ma giudichiamo particolarmente grave questo gesto volgare contro la più alta autorità dello Stato. Le scuse che sono state espresse in un secondo momento erano d'obbligo, ma sarebbe davvero opprtuno giungesse anche l'assicurazione che simili atti non si ripeteranno mai piu».