Bosone: un errore lasciare Pavia

«Altro che Città metropolitana, vorrei che Mede entrasse a far parte della Svizzera». La provocazione del sindaco Lorenzo Demartini (nella foto), che boccia l'ipotesi di inserirsi nella Città metropolitana di Milano. «Ovviamente non si può, ma ho pensato alla Svizzera perché sicuramente lì non ci sarebbero i clamorosi tagli ai fondi versati dallo Stato che stanno mettendo in ginocchio i Comuni. E soprattutto, i sindaci non verrebbero avvertiti di questi tagli pochi giorni prima di approvare il bilancio». Contrario alla Città metropolitana anche Roberto Rotta, ex consigliere comunale a Valle Lomellina, oggi referente locale dell'Udc. «Sarebbe molto più utile potenziare lo strumento dell'unione dei Comuni, soprattutto se si tratta di centri con poche centinaia di abitanti». (a.m.) di Anna Mangiarotti wVIGEVANO «Per Vigevano, entrare nella Città metropolitana di Milano sarebbe un autogol. Si ritroverebbe alla periferia della periferia dell'impero». Anche il presidente uscente della Provincia di Pavia, Daniele Bosone (Pd), interviene nel dibattito nato dopo il voto unanime in consiglio comunale a Vigevano, sulla possibilità di entrare nel nuovo ente previsto per la ristrutturazione degli enti locali, riorganizzate (dal 2015) le attuali province. «Vigevano e il suo territorio hanno molta più affinità con Milano che con l'Oltrepo», ha commentato il sindaco di Vigevano, Andrea Sala, parlando di «scelta pragmatica, per garantire prospettive migliori alla nostra città». Secondo Sala, migliore sarebbe fra l'altro la gestione dei trasporti, in prospettiva del raddoppio della linea ferroviaria Milano-Mortara, della nuova superstrada verso Malpensa e del nuovo ponte sul Ticino a Vigevano. Ribatte Bosone: «Invece sarebbe una scelta fallimentare, perché Vigevano resterebbe comunque ai margini della città metropolitana. Il dialogo e la destinazione dei fondi non sarebbero così automatici e facili come si può credere». E ancora: «Molto più proficuo sarebbe entrare a far parte della "area vasta" che andrà a sostituire l'attuale provincia, dove Vigevano potrebbe continuare ad essere uno dei centri capofila». La riforma prevista dal decreto legge Delrio infatti prevede che le attuali 107 province italiane vengano trasformate in 97 "enti di area vasta" e che nascano 10 città metropolitane, guidate dai commissari provinciali – cioè i presidenti uscenti delle attuali province – sino a fine 2014. Dopo il voto in consiglio comunale a Vigevano, il dibattito si è esteso anche al resto della Lomellina, dove i sindaci dei comuni più popolosi hanno comunque al meno per il momento un posizione critica o attendista. In sintesi, i sindaci preferiscono aspettare gli sviluppi normativi sulla riorganizzazione amministrativa, dopo la soppressione delle province. Spaventa l'idea di una fusione totale con il Milanese, che farebbe perdere soprattutto ai comuni della Bassa Lomellina la loro identità, in nome di una "sottomissione" a Milano, anche se viene sottolineato che l'attuale Provincia di Pavia riunisce zone molto diverse fra loro: Pavese, Lomellina e Oltrepo. Commenta Daniele Bosone: «Questo in parte può essere vero, ma nell'area vasta il dialogo continuerebbe ad essere comunque migliore di quello che potrebbe esserci con Milano». ©RIPRODUZIONE RISERVATA