Piazza Ducale, riaprono ristoranti e bar
VIGEVANO Piazza Ducale, qualcosa si muove dietro le serrande abbassate. Nei prossimi mesi, alcuni negozi torneranno ad animare il salotto ducale: due ristorante pizzeria (uno al posto dell'ex "Re di Napoli", l'altro al posto dell'ex "bar Bramante") ed un bar, il Tikal. Ristorazione e locale per aperitivi e consumazioni rapide: si tenta di riaccendere l'offerta commerciale nel salotto di Vigevano. Tra i nuovi gestori c'è chi è disposto a raccontare la propria sfida. E' il caso di chi sta provando a far decollare il Tikal. Quest'ultimo aprirà a breve «entro fine luglio» dicono i due titolari Fabrizio Guida e Fabio Ajello, vigevanesi di 38 e 40 anni. «C'è stato proposto di prendere questo locale – spiegano – e noi abbiamo voluto raccogliere la sfida. Facciamo questo mestiere da anni, abbiamo studiato e fatto tutti i corsi professionali. Abbiamo anche lavorato all'estero, quindi pensiamo di avere tutte le carte, senza peccare di modestia, per portare un lavoro di qualità in Piazza Ducale. Perché il problema, qui, è anche questo. Non si possono addossare tutte le colpe alla crisi. Spesso dietro ad una chiusura, ed è capitato anche a noi, ci sono degli errori. Quando si decide di portare un'attività in Piazza Ducale, si deve sapere che qui la qualità del servizio deve essere al massimo». Chi da anni lavora nel salotto ducale, però, sostiene che i clienti sono, come numero, sempre gli stessi, "contesi " in tre (caffè Commercio, Haiti e Colombo, ndr). Con un nuovo bar, quel numero sarà quindi da dividere per quattro. «Non siamo d'accordo – rispondono i due imprenditori – il nostro obiettivo è quello di riportare la gente in Piazza, come accadeva una volta, soprattutto i giovani, che saranno il nostro target per eccellenza. E poi vorremmo invitare anche i milanesi, strizzando l'occhio anche ad Expo. Quando un turista viene a Vigevano, in Piazza non trova nemmeno un panino. Solo toast, brioches e qualche insalata. Puntiamo su qualità e accoglienza. Da noi, per esempio, una ragazza che non sa parlare inglese non lavorerà mai». Buoni propositi, voglia di provarci. Ma per chi raccoglie la sfida c'è l'onere di affrontare il fardello dei costi: la piazza sarà pur in declino, ma è sempre salata. Aprire un negozio in Piazza Ducale, però, ha dei costi decisamente superiori a tutto il resto della città. L'affitto varia, a seconda della grandezza, dai 18 ai 40mila euro annui, cui si devono aggiungere almeno altri 20mila euro per le spese e, per almeno due dipendenti, circa altri 32mila. «Abbiamo fatto tutti i nostri conti – concludono Guida e Ajello – siamo consapevoli dell'investimento. Ma sappiamo anche quali sono le nostre capacità. Lavoreremo dalla mattina alla sera, proponendo colazioni, pause pranzo e aperitivi con dj set. Non vogliamo dividere il numero dei clienti, come hanno detto quelli che già lavorano in Piazza. Noi vogliamo portarne di nuovi, offrendo una novità anche dal punto di vista, appunto, della qualità. E magari riuscire a lavorare tutti insieme, tra vicini di negozio». I prezzi però sono quelli: i canoni di locazione in centro sono di gran lunga superiori a quelli di altre piazze pavesi e non solo. Sulla questione degli affitti, va precisato, si era mossa anche l'amministrazione, dietro richiesta, appunto, degli esercenti di Piazza Ducale e delle associazioni di categoria. «Ho incontrato alcuni proprietari – conclude Barbara Tovagliaro, assessore alle attività produttive – c'è la disponibilità ad abbassare i prezzi, ma io non posso permettermi di imporre cifre o percentuali di ribasso. Sono proprietà privata. Sto però lavorando anche su un altro progetto: cercare di portare in Piazza Ducale attività che funzionano, magari che ancora non sono presenti qui a Vigevano». Oltre ai bar e alle pizzerie, infatti, ci sarà un'altra novità sul fronte delle vetrine: una delle attività già presenti in Piazza cambierà sede, allargando il proprio spazio espositivo. Chi viene e chi va, l'altalena di piazza Ducale non è ancora terminata. Selvaggia Bovani