Senza Titolo

Sono un medico che per motivi "matrimoniali" si trova spesso a frequentare la vostra bella provincia (mia moglie è di Robecco Pavese). Purtroppo durante l'ultima mia "sosta" dai suoceri, in attesa di partire per le ferie, ho subito un arresto cardiaco. Il fatto che le stia scrivendo, anche se ancora seduto nel letto dell'Unità di Terapia Intensiva Coronarica del Policlinico San Matteo di Pavia, indica che mi è andata bene. Domenica 22 giugno, quando è successo il "fattaccio" ero a casa della nonna di mia moglie a Robecco, nelle immediate vicinanze della farmacia gestita dal dott. Nicola Verga che quel giorno era di turno; mia moglie è un ex milite della Croce Rossa di Casteggio, pertanto ha subito realizzato la gravità della situazione, allertando il 118; nel frattempo andava dal dott. Verga, che non finirò mai di ringraziare e che ha immediatamente iniziato le manovre di rianimazione cardiopolmonare, proseguite per circa 40 minuti assieme alla dott.ssa Debora Portiello del 118. Una volta ottenuta una ripresa del battito, si poneva il problema del trasporto: la camera da letto dove mi hanno rianimato è al primo piano dello stabile e se per fare ciò è stato "sufficiente" (peso quasi 120 Kg) passarmi dal letto al pavimento (e per fortuna il dott. Verga va in palestra), per portarmi fuori con la barella a cucchiaio è stato necessario l'intervento dei vigili del fuoco: anche qui altra coincidenza fortunata, il cugino di mia moglie Angelino Piccinini (anche a lui ringraziamenti eterni) è un pompiere, pertanto anche la consueta rapidità d'intervento tipica dei vigili del fuoco è stata se possibile ancor più elevata, facendomi uscire dalla finestra della camera con un carro a scala. Poi sono stato rapidamente trasportato al San Matteo dove sono stato subito sottoposto a coronarografia (fortunatamente negativa) e agli altri accertamenti di rito. Io ho avuto coscienza di quello che mi stava accedendo solo mercoledì, e ho avuto modo di apprezzare la splendida squadra che anima questa Unità operativa: 15 infermieri che come una squadra di rugby perseguono la meta del benessere del paziente, sempre sorridenti e disponibile oltre che professionali. E soprattutto non dipende dal fatto che io sia "dell'ambiente": a parte il fatto che non tutti sapevano che ero medico e comunque mi trattavano con professionalità e cortesia, come gli altri pazienti. Di questo splendido gruppo di infermiere e infermieri non citi nessun nome per non rischiare di dimenticare qualcuno. È ovvio inoltre che mi sento di parlare bene anche della squadra di medici, e anche qui senza fare nomi per par condicio, al fine di evitare di dimenticare qualcuna delle dottoresse; strano , anche a Parma le Cardiologie sono a prevalenza femminile: forse perché le donne affrontano meglio i problemi di cuore? Mi si conceda questa amenità dettata soprattutto dall'euforia dello scampato pericolo! Spero ovviamente di non dovere più usufruire dei servizi dell'Utic del Policlinico San Matteo, ma una volta completato il percorso diagnostico e terapeutico mi resterà il ricordo delle tante belle persone che ho conosciuto e apprezzato. Queste mie poche righe, scritte da paziente, mi piacerebbe servissero a far capire ai tanti pazienti (ricordo mia nonna poveretta che diceva che in ospedale si andava per morire e non per curarsi!) che le realtà sanitarie positive esistono e come sanitario per affermare l'orgoglio di appartenere a questa categoria, finché si potranno trovare tali esempi di eccellenza. Dott. Paolo Mario Erminio Salsi urologo in Parma