Sul barcone 45 morti Naufraga gommone 74 migranti dispersi

di Maria Rosa Tomasello wROMA Sono morti in 45, uomini e ragazzi stipati come bestie nella ghiacciaia destinata al pesce di un barcone che portava 611 persone e aveva posto per trecento. Per morire asfissiati nella stiva, diventata una bollente per l'afa e avvelenata dagli scarichi del motore, hanno pagato 1.500 dollari a testa: 67mila euro per passare dalla speranza alla morte e finire nelle celle frigorifere della Protezione civile di Ragusa, in attesa dell'autopsia. Per estrarre i loro corpi i vigili del fuoco hanno lavorato tutta la notte, nel porto di Pozzallo, un lavoro estenuante e doloroso finito all'alba. Avrebbero dovuto essere trenta intrappolati sotto la coperta del peschereccio, così avevano raccontato nelle prime ore i superstiti raccolti in mezzo al Canale di Sicilia dalla nave della Marina militare Grecale, ma la conta finale ha reso ancora più terribile il bilancio. Per la tragedia gli investigatori della squadra Mobile di Ragusa hanno fermato i due presunti scafisti, il senegalese Oussman Maron, 30 anni, e Ibrahima Conte, 22 anni, del Gambia, "terminali" di un'organizzazione criminale che per il viaggio ha incassato quasi un milione di euro. «Molto spesso - ha spiegato il procuratore di Ragusa Carmelo Pietralia - gli scafisti sono reclutati tra gli stessi passeggeri, magari senza fargli pagare il passaggio, all'ultimo momento». Sabato sera Pozzallo ricorderà le vittime con una fiaccolata. Ma lungo le rotte dei trafficanti la strage è senza fine: 74 persone risultano disperse nel naufragio di un gommone avvenuto nei giorni scorsi: a raccontare il nuovo dramma dei profughi sono stati ieri alcuni dei 27 sopravvissuti, arrivati martedì nel porto di Catania a bordo della nave Orione assieme ad altre centinaia di migranti. Le loro testimonianze sono state raccolte dal personale dell'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati (Unhcr), e su quelle dichiarazioni la procura di Catania ha aperto una inchiesta. «Il naufragio - ha spiegato il procuratore capo Giovanni Salvi – sarebbe avvenuto per le pessime condizioni del gommone, che era sovraffollato: a bordo risulta si trovassero 101 persone». Di vittime hanno raccontato anche i 215 migranti salvati dal mercantile "Asso 25", arrivati ieri a Porto Enpedocle: viaggiavano su un barcone partito dalla Libia sabato scorso, ma al secondo giorno di navigazione, il motore si è rotto. Due siriani sono caduti in acqua e sono spariti tra le onde. Stessa sorte è toccata a tre giovani subsahariani, scomparsi assieme a un giovane marocchino che si era tuffato per salvarli. Secondo le stime dell'Unhcr sono circa 500 le persone morte nel Mediterraneo nel 2014: «Queste tragedie dimostrano che i rifugiati non hanno altra possibilità se non rischiare la propria vita nella traversata per cercare rifugio da guerre e persecuzioni» sottolinea l'organizzazione, che ribadisce la necessità che i governi forniscano con urgenza alternative legali ai viaggi in mare ed elogia l'operato della Marina italiana «per l'incessante azione di soccorso che ha portato al salvataggio di cinquemila persone in sole 48 ore». Dall'inizio dell'anno sono 64mila i migranti arrivati in Italia. «Sulla gestione dei flussi migratori chiederemo una maggiore condivisione con il rilancio di Frontex (l'agenzia europea per la gestione delle frontiere, ndr) - ha detto ieri il ministro dell'Interno Angelino Alfano in audizione al Senato, escludendo «uno stabile collegamento tra le partenze e reti terroristiche». ©RIPRODUZIONE RISERVATA