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SCUOLE superiori Settimana corta sarà un disastro n Da qualche tempo a questa parte - e, lo sappiamo, per pressanti necessità di risparmio - da parte dell'Amministrazione Provinciale si chiede con insistenza e, oggi, si impone, che anche le scuole superiori, compresi gli Istituti tecnici e professionali con un orario settimanale oltre le 30 ore, si uniformino all'orario prevalente nel primo ciclo di studi e adottino la settimana corta, lasciando a casa gli studenti al sabato. Diciamo subito che questa scelta non può in alcun modo essere giustificata didatticamente. Nessuno può illudersi sugli esiti di un provvedimento che - ancora -penalizza una scuola già fatta segno di tagli e pseudo riforme a costo zero. Se l'amministrazione provinciale vuole davvero investire su una scuola di qualità, sui giovani che sono il nostro futuro, valuti attentamente e riconosca l'inopportunità di questo passo, che non è indolore né ininfluente, pur rappresentando una misura di risparmio, perché avrebbe prevedibili ricadute didattiche negative già accertate in situazioni simili. Si passerebbe infatti da un'attività scolastica di insegnamento – apprendimento, che comporta una rigorosa valutazione dei tempi scolastici e di studio personale accettabili per un adolescente, ad un'altra di prevalente intrattenimento, inevitabile conseguenza di un carico quotidiano di ore di presenza in aula insopportabile e incompatibile con l'ulteriore necessità di un effettivo studio personale a casa. Non si vuole esagerare negando la possibilità di fare scuola al pomeriggio in modo efficace, ma, oggettivamente, non si può imbottire la testa degli studenti oltre un certo limite. Consideriamo in particolare il disagio dei molti studenti pendolari che, tornando a casa a pomeriggio inoltrato, probabilmente non avranno né la voglia, né la necessaria lucidità per uno studio autonomo e per preparare le verifiche periodiche e non potranno praticare regolarmente le discipline sportive, dedicarsi agli interessi personali e ai rapporti amicali. Tutto rimandato al sabato? Spiace poi ricordare che nel rapporto tra la Provincia e le scuole pavesi pesa ancora un recente passato: alcune scuole superiori infatti sono da poco uscite dallo stato di allarme causato dall'interventismo dell'amministrazione, dal suo progettare senza interpellare i protagonisti in gioco, gli utenti: studenti, docenti, genitori, residenti delle aree interessate e, nel caso specifico, l'ordine degli architetti. Stiamo parlando del tristemente famoso progetto del campus al Ticinello su cu già molte parole sono state spese e che – grazie a Dio - è stato ripensato e comunque delocalizzato definitivamente in una posizione più idonea. Dario Brera, Cesare Sora Lia Tutino PAVIA Un vicolo da pulire e da non sporcare n Scrivo per segnalare una situazione davvero incresciosa che da tempo facciamo presente al Comune di Pavia senza essere ascoltati. Parliamo di centro storico e di noncuranza nella manutenzione delle strade, Vicolo San Gregorio, una traversa di Corso Cavour all'altezza di Piazza Minerva è la pattumiera del centro storico, ogni giorno presunti "signori e signore" dall'aria perbene portano i loro cani a fare i propri bisogni nella nostra via. Noi residenti siamo davvero stanchi di vivere nella sporcizia e di chiedere inutilmente al Comune di pulire senza ottenere nulla. Il 4 giugno una signora che abita proprio in vicolo San Gregorio tornando a casa è inciampata nella sporcizia ed è caduta procurandosi contusioni in tutto il corpo. Bisogna arrivare a questo punto prima che l'amministrazione intervenga? Ci rivolgiamo al Sindaco entrante nella speranza, che a differenza della vecchia amministrazione, ci ascolti; la pulizia delle strade non deve riguardare solo le vie principali ma è un servizio che va garantito a tutti i cittadini. I condomini di vicolo San Gregorio PAVIA Che sgradevole attacco da Polizzi n Mi sembra che il neoconsigliere grillino Polizzi non abbia cominciato nel migliore dei modi la sua partecipazione alla vita democratica del consiglio comunale. Nella prima riunione, e senza alcuna attinenza con gli argomenti in discussione, ha chiesto che venisse negato l'accesso alle riunioni di minoranza al sottoscritto, responsabile cittadino del Nuovo Centrodestra. E ha argomentato questa sua posizione citando le nostre differenti opinioni in tema di matrimoni gay. L'attacco personale, oltre che fuori contesto, è stato sgradevole poiché compiuto in una assise ufficiale in cui non avevo alcuna possibilità di replica, dal momento che solo i consiglieri hanno diritto di parlare in Consiglio. Tra l'altro, sorprende davvero che questo affondo ad personam arrivi da una forza politica che dice di stare dalla parte dei cittadini e di voler far entrare i cittadini nelle istituzioni. Se ne faccia una ragione il consigliere Polizzi. Io continuerò a fare politica e a difendere il diritto di espressione di tutte le opinioni, compresa la sua, contro ogni intolleranza e pretesa di pensiero unico. Sergio Pellegrino coordinatore Nuovo Centrodestra SAN MARTINO Qualche confusione sui consigli comunali n È appena passato un mese dall'insediamento della 'nuova' amministrazione comunale e, devo dire, qualche previsione ante-eventum viene confermata. È la maggioranza che deve garantire il numero legale, tempo di ferie sì o no; a meno che la maggioranza non sia in minoranza o le maggioranze siano già variabili. Non esistono sedute di Consiglio comunale 'tecniche' (cos'è, un'altra moda definirsi 'tecnici'? quando in realtà, chi si impegna nel servizio alla res publicca, dovrebbe sentirsi ugualmente parte della stessa 'polis'). I Consigli deliberano su argomenti politico-istituzionali o previsti dalla legge o per provvedimenti proprii di natura espressamente locale. Che significa che il Consiglio comunale 'tecnico' era stato concordato con la minoranza? Che sussiste un accordo sotto traccia, nella migliore tradizione del gioco delle parti, perchè vengano garantite alcune deliberazioni a svantaggio di altre. Chi ha votato per queste liste (e anche chi come me non le ha votate) dovrebbe sentirsi interpellato da tali argomentazioni quantomeno per una ragione di correttezza e di chiarezza. E chiedere conto ai propri rappresentanti seduti sui banchi del massimo organo elettivo cittadino. Emanuele Chiodini San Martino Siccomario VILLANTERIO Bollette da pagare ma i soldi ci sono nIn riferimento all'articolo apparso giovedì 26 sulle bollette di gas al Comune di Villanterio, mi auguro che i conguagli Eni, circa 63mila euro in totale, non diventino una scusante per non mantenere le promesse fatte in campagna elettorale. Perché innanzi tutto c'è un avanzo di 196mila euro dall'ultimo bilancio e poi il Comune può chiedere una dilazione come fanno tante famiglie normali. Anni fa il Comune di Villanterio acquistò obbligazioni con scadenza 2014 investendo 50mila euro in titoli all'interesse del 3% annuo, in quattro anni sono circa 6mila euro d'interessi, quindi i soldi per pagare le bollette e altro ci sono, pertanto non deve essere un alibi della nuova Amministrazione per non fare le cose. Senza contare l'eredità Pollini, anche se purtroppo il risultato elettorale in parte ha legittimato la Fondazione che, di fatto, ha sottratto il tesoretto al Comune, circa 1 milione di euro. Diego Di Sopra consigliere comunale, Villanterio