Un libro per il duomo e così finanziare gli ultimi lavori

La Fabbriceria si occupa della gestione amministrativa e del patrimonio della Cattedrale. Del Cda, nominato dal Ministero dell'Interno, attualmente fanno parte il presidente Gianpaolo Calvi il commercialista Francesco Mocchi, l'ex dirigente industriale Giuseppe Pirola, il professore universitario di diritto urbanistico Mario Pampanin, il vicario generale don Adriano Migliavacca, l'ex parroco del Duomo don Giuseppe Torchio (che al rinnovo sarà sostituito da don Ernesto Maggi) e l'avvocato Massimo Marmonti. di Anna Ghezzi wPAVIA Un libro per ripercorrere le tappe dei lavori da 41 milioni di euro che hanno restituito nell'ottobre del 2012 la Cattedrale ai pavesi dopo il crollo della Torre nel 1989. E per permettere alla Fabbriceria del Duomo di continuare coi lavori che ancora servono: i 3mila metri quadri del pavimento ancora da ricoprire, l'impianto di illuminazione, la posa del marmo sulle colonne ancora spoglie. Il volume a cura di Gianpaolo Calvi (presidente della Fabbriceria) e di Valeria Palenzona "La Cattedrale restituita alla città" è stato presentato ieri in curia all'incontro dell'associazione fabbricerie italiane (Afi) che ha radunato a Pavia gli amministratori delle cattedrali di tutta Italia. «Il volume – ha spiegato Giuseppe Pirola del Cda della Fabbriceria di S. Stefano martire – servirà a finanziare le opere che ancora restano da fare: la pavimentazione, la manutenzione della facciata infestata dalle piante. Tutte cose di cui si deve occupare la Fabbriceria». Si tratta della seconda edizione del libro realizzato e finanziato dall'Afi: le prime mille copie sono state regalate, questa seconda tiratura, voluta dalla Fabbriceria pavese, prevede altre mille copie in vendita alla libreria Il Delfino (piazza Cavagneria) a 18 euro, 15 dei quali andranno alla Fabbriceria per i lavori futuri. Un esempio? Illuminare ogni altare laterale costa 8mila euro, con il ricavato se ne possono ultimare quasi due. Un modo per tenere alta l'attenzione, spiegano dalla Curia, che fino al 2025 dovrà pagare le rate del mutuo da 3 milioni di euro per i lavori già svolti. I prossimi passi? «Ora la Soprintendenza ha finanziato il ripristino del pulpito originale», annuncia Calvi. Il pulpito ligneo, opera di Siro Zanella e databile intorno al 1670 secondo lo storico Faustino Gianani, per anni è rimasto smontato nella cripta della Cattedrale. Ora è in restauro e sarà riportato alla sua posizione originaria, nella zona a destra dell'altare, a una decina di metri d'altezza, a far bella mostra delle storie di san Siro. E visto che coi lavori di ristrutturazione è cambiata la conformazione dei pilastri, sarà Calvi con il suo studio a studiare come realizzare l'operazione. La stabilità della struttura è sempre al centro dell'attenzione della Fabbriceria: la Cattedrale è stata dotata, a lavori finiti, di un nuovo monitoraggio ottico e cablata per il controllo degli spostamenti della struttura, anche in relazione a vento e temperatura. Nel volume Calvi e Palenzona raccontano dettagliatamente in che modo la ferita della città sia stata ricucita, con tempo, soldi e fatica: dal crollo della Torre Civica «causato – secondo quanto spiega Calvi – dall'esposizione di una delle pareti alle intemperie» all'attuale consolidamento delle due cupole, una dentro l'altra, con una garza in fibra di carbonio. Ma è anche l'occasione per spiegare le operazioni di consolidamento dei pilastri, i cui blocchi in alcuni punti appoggiavano l'uno all'altro per soli 8 centimetri e soffrivano dei vuoti creatisi coi continui cambi di "equilibrio" di una Cattedrale costruita poco alla volta, scavando e demolendo le due vecchie chiese, i lavori sulla lanterna, che da sola pesa 800 tonnellate e si trova a 100 metri d'altezza, appoggiata sulla cupola che, nella parte terminale è spessa solo 15 centimetri.