In viaggio nella chiesa che cambia

PAVIA Il libro del vescovo di Pavia, Giovanni Giudici "Una speranza affidabile" (389 pagine, Marcianum Press, 19 euro) è da oggi in libreria e raccoglie scritti e interventi realizzati nell'arco di un ventennio, non solo nella diocesi di Pavia. «Ricco e interessante - lo definisce monsignor Gianfranco Poma, biblista e delegato vescovile per l'ecumenismo e la cultura - una bella ricerca di testi che aiutano a capire e stimolano a discernere. Un libro che può aiutare molto la riflessione e l'attenzione e che invita a diventare attori in questo mondo odierno complesso, difficile e in transizione: siamo ancora in pieno travaglio di trapassi culturali, economici, antropologici. Il libro si inserisce i questa complessità: lo stimolo è quello di arrivare a una visione compiuta dell'uomo per un bene, di non fermarsi all'immediato, al tutto subito. In questo senso, secondo me è senza dubbio un libro interessante e stimolante». A partire da un'ampia riflessione sulla Chiesa - in particolare la Chiesa italiana degli ultimi venti anni -, condotta con la franchezza di una coscienza matura e consapevole, monsignor Giudici (che è anche presidente di Pax Christi Italia e membro della Commissione episcopale della Cei per i problemi sociali e il lavoro) considera fatiche e successi delle nostre comunità cristiane e ne rilegge le dinamiche che le connotano per trovarvi nuovi spazi di intervento, adatti ad orientare spiritualmente la vita di donne e uomini del nostro tempo. Con la convinzione che la via "lunga" dell'evangelizzazione e della formazione delle coscienze sia sempre la più appropriata per costruire una società meno disuguale e ingiusta, egli passa in rassegna gli ambiti più rilevanti del vivere sociale. Concilio, evangelizzazione, spiritualità, finanza e verità, globalizzazione, accoglienza, pace e giustizia e un capitolo dedicato al cardinale Martini, del quale Giudici è stato stretto collaboratore, sono alcuni degli argomenti del libro. Argomenti calati in una "evangelizzazione" quotidiana dell'uomo e per l'uomo, dove la speranza non è solo l'altra faccia della medaglia di un mondo che cambia sempre più in fretta, seminando incertezze e paure, ma diventa dimensione spirituale, appartenenza alla comunità dei cristiani. «Dobbiamo chiederci - dice ancora Poma - se l'uomo basta a se stesso, con i relativi rischi di egoismo e materialismo, o se ha bisogno di un aiuto esterno, dall'alto; aiuto che lo restituisce al senso dei propri limiti e che lo apre quindi alla vita degli altri». (l.sar.)