Un buco nell'oleodotto Oriolo, gasolio nei campi
La Sigemi Srl si occupa del trasporto di idrocarburi dal porto di Genova a Lacchiarella. Ha una stazione di pompaggio nel porto petroli di Genova Multedo, un deposito di stoccaggio a Genova San Quirico, uno ad Arquata Scrivia e uno a Lacchiarella. I collegamenti fra i vari siti produttivi sono garantiti da una rete di oleodotti (fra cui quello vampirizzato dai ladri a Oriolo) lunga 400 km. I prodotti movimentati sono per lo più benzina e gasolio pronti per il commercio. A quanto sembra fra il momento in cui si è rotto il «lavoro» dei ladri e il momento in cui la Sigemi ha localizzato il guasto, sono passati parecchi minuti: un lasso di tempo nel quale il gasolio è uscito liberamente. di Paolo Fizzarotti wVOGHERA Un maxi sversamento di gasolio nei campi tra Oriolo e Cervesina. Stavolta, però, non si è trattato di un guasto o di un incidente: a provocare l'inquinamento è stata una banda di ladri particolarmente maldestri. Ora i tecnici stanno lavorando giorno e notte per riparare il guasto e impedire che i numerosi ettolitri di gasolio versati nel terreno raggiungano la falda acquifera. Impossibile quantificare con precisione la portata del maxi inquinamento e le ripercussioni sull'ambiente. La ditta Sigemi Srl, che è intervenuta sul posto per le riparazioni, si rifiuta infatti di dare notizie sull'accaduto sia tramite le sue maestranze e il capocantiere giunti a Oriolo, sia ai numeri telefonici dell'azienda, compreso quello di emergenza. L'impressione, comunque, è che il danno sia più grave di quello che la stessa Sigemi vorrebbe far credere. Nel cantiere allestito in mezzo ai campi di mais della zona, infatti, ci sono quattro autobotti per aspirare il gasolio rimasto nei tubi, una ruspa piccola, una scavatrice grande, un autotreno a rimorchio per il trasporto del terriccio, un cassone rimovibile e una batteria di luci fotoelettriche per garantire la continuazione del lavoro anche di notte. Il tutto su una superficie di circa 400 metri quadrati. La ditta ha scaricato decine di sacchi di un sale speciale che serve ad assorbire gli idrocarburi dispersi nell'ambiente. Sarà necessario rimuovere il terreno scavando in profondità, per poi smaltirlo in una discarica speciale. Gli operai hanno dovuto scavare una specie di canale alternativo per aggirare con i tubi di recupero il punto in cui si era rotta la conduttura principale. Ieri lo scavo è stato coperto con teli di plastica e tralicci di legno, per evitare che la trincea si allaghi in caso di pioggia. I lavori dureranno ancora alcuni giorni. L'oleodotto preso di mira dai ladri è quello che porta gasolio dal porto di Genova a Lacchiarella e che passa nei campi tra Oriolo e Cervesina, A quanto sembra nelle scorse settimane i ladri hanno localizzato il tubo interrato. Scavando con mezzi manuali fino alla profondità di diversi metri, i ladri hanno raggiunto il condotto da 10 pollici di diametro. A quel punto sono riusciti a praticare un foro nel tubo, cui hanno collegato una saracinesca in modo da poter aprire o chiudere la perdita a piacere. A quanto sembra i ladri si sono recati sul posto per diverse notti di fila, riempiendo numerose taniche. Dalla strada per Cervesina si diparte infatti una strada interpoderale accessibile dagli automezzi. Nella notte tra giovedì e venerdì, invece, il loro «rubinetto» si è rotto e il gasolio si è versato nei campi. Alla centrale di Lacchiarella si sono accorti del calo di pressione, ed è scattato l'allarme. @paolofizzarotti ©RIPRODUZIONE RISERVATA