Ha bevuto prima del colpo Il Dna sul vetro lo incastra
di Maria Fiore wPAVIA Prima di mostrare il loro volto di rapinatori senza scrupoli si erano mescolati ai clienti. E come gli altri avventori, tra una partita e l'altra alle macchinette da gioco, avevano consumato anche da bere. Acqua e coca cola. Sono state proprio le tracce di Dna trovate sulle lattine e sulle bottigliette a tradirli. Per uno di loro, almeno, quella traccia è servita come conferma della sua partecipazione all'agguato. Gli agenti della squadra mobile, al termine di indagini durate alcuni mesi, sono arrivati al nome di Matvienco Vasili, un 51enne originario dell'Ucraina senza fissa dimora e con un lungo elenco di precedenti penali. per furti e rapine. È accusato di avere fatto parte del commando armato che nella notte tra il 5 e 6 gennaio scorso rapinò e sequestro i titolari del bar Lanterna, in via San Giovannino. Una rapina da oltre 60mila euro, tra denaro contante e gioielli, prelevati anche dalla cassaforte dell'appartamento dei gestori, sopra al bar. Al momento dell'agguato nel locale c'erano il titolare, Franco Pallavicini, e l'amico Aldo Bernini. Verso le 11 di sera nel locale entrano tre persone. Sono a volto scoperto. Scendono nella saletta riservata alle slot e si mescolano agli altri giocatori. Sembrano normali clienti e infatti prendono da bere. Quando gli altri giocatori escono dal locale entrano in azione. Al gruppo si unisce un quarto uomo, con il volto coperto da un passamontagna. Uno dei banditi si avvicina a Bernini e lo colpisce alla testa con il calcio di una pistola. Viene aggredito anche il titolare, Pallavicini, costretto a consegnare le chiavi delle slot. I rapinatori riescono a prelevare una prima quantità di denaro, circa 35 mila euro, poi spingono il titolare fino all'appartamento al piano di sopra, dove c'è anche la moglie. I coniugi vengono minacciati ancora e costretti ad aprire la cassaforte, che contiene orologi, gioielli e denaro. Poi vengono legati e rinchiusi nel bagno con l'amico. Non appena riescono a dare l'allarme, la polizia si attiva per cercare di dare un nome e un volto ai responsabili. Vengono esaminate le immagini riprese dalle telecamere, da cui emergono i primi indizi. Ma qualche ora dopo la rapina, verso le 5 del mattino, a Romagnano Sesia, in provincia di Novara, viene fermata un'auto, una Peugeot 3008, con a bordo quattro persone. Tre riescono a fuggire, il quarto uomo, Matvienco Vasili, viene preso. Nell'auto c'è un passamontagna, la pistola e anche i gioielli e il denaro. Le verifiche confermano che sono quelli prelevati al bar Lanterna di Pavia. L'uomo viene arrestato per ricettazione. A questa accusa, ora, si aggiungono anche quelle di rapina e sequestro di persona, contenute nell'ordinanza di custodia cautelare notificata l'altra sera dai poliziotti della mobile, guidati dal dirigente Francesco Garcea. Il titolare del bar riconosce Vasili come uno dei rapinatori e il Dna sulle lattine conferma il quadro di sospetti.