Una rete di aiuto per anziani e famiglie Già 40 richieste

Un progetto da circa 270mila euro che durerà 18 mesi, fino a fine agosto del 2015. Centosessantamila euro li ha messi Fondazione Cariplo con il bando dedicato al sostegno delle persone con disabilità e degli anziani. Acli sezione provinciale di Pavia è la capofila del progetto, in partenariato con la Provincia di Pavia e le cooperative sociali Aldia, Fai Pontevecchio, Famiglia e Territorio e con il Centro servizio volontariato di Pavia. di Anna Ghezzi wPAVIA Anziani fragili, che vivono soli. Che vengono accuditi da familiari e badanti. Che non hanno l'assistenza domiciliare del Comune. Famiglie di anziani che spesso non sanno a chi rivolgersi. È per loro il progetto "Care time" che coinvolge Acli, Csv e le cooperative sociali Aldia, Fai Pontevecchio, Famiglia e Territorio: una perifrasi inglese che significa, a grandi linee, "tempo di preoccuparsi", o meglio, di occuparsi. Di cosa? Di come migliorare una vita che si è allungata senza che la società e i servizi andassero dietro alle nuove esigenze. «In primo luogo – spiega Gabriela Giovilli, Acli e Europolis, coordinatore del progetto cofinanziato da Fondazione Cariplo – abbiamo pensato a un servizio di informazione, orientamento e accompagnamento dedicato agli stessi anziani, alle loro famiglie, alle badanti e alle colf». Ha aperto da quasi due mesi e ha già accolto una quarantina di richieste su servizi, procedure, su come accedere a fondi e servizi. Lo sportello ha sede in viale Cesare Battisti 142, all'Acli, è aperto martedì e giovedì dalle 9 alle 13 e il mercoledì dalle 14 alle 18 su appuntamento (allo 0382 29638 o al 338 6056706). «Il servizio – prosegue Giovilli – offre anche supporto a chi vuol fare la colf o la badante con possibilità di formazione e favorendo il collegamento di domanda e offerta». Anche mettendo in rete tutti i soggetti che già si occupano di queste cose. A Pavia e nei comuni del circondario più stretto, gli anziani sopra i 75 anni sono quasi 13mila, nel Pavese sono 21mila. In pratica un abitante su 10 nei paesi del Consorzio sociale ovvero Carbonara al Ticino, Mezzana Rabattone, Cava Manara, San Genesio, San Martino, Travacò, Sommo, Torre d'Isola, Travacò, Villanova d'Ardenghi, Zerbolò e Zinasco coinvolti dal progetto. «L'idea – spiega Esther Aguglia della coop Famiglia e territorio – è favorire l'autonomia degli anziani e permettere loro di continuare a vivere a casa grazie a forme di aiuto e supporto nella quotidianità, ma anche offrendo opportunità di ascolto, incontro e socialità». Un progetto che mette in rete quel che già, e si rivolge a tutti coloro che sono coinvolti nella cura dell'anziano. I cuochi dell'Aldia, per esempio, nell'ambito delle attività formative possibili per badanti e colf faranno corsi di nutrizione (6 anziani su 10 sono malnutriti al loro arrivo in ospedale) e cucina italiana. «In prospettiva – spiega Cristina De Biasi, Aldia – vorremmo formare anche volontari che possano diventare come "custodi sociali" in alcune zone di maggior disagio che ci verranno segnalate dai servizi sociali. Potrebbero aiutare a migliorare relazioni di vicinato e creare una rete di aiuto reciproco». E il presidente dell'Ordine dei Medici Giovanni Belloni avverte: «Serve formazione sull'anziano che diventa psichiatrico. E collaborazione coi medici di base: li informerò sul progetto, così potranno dare indicazioni alle famiglie dei loro apzienti».