CasalP fa un pensierino al Palaravizza

PAVIA «Casalpusterlengo giocherà la Gold, la vecchia serie A2, al Palaravizza di Pavia la prossima stagione». La voce circola da giorni nonostante i 40 chilometri di distanza tra Lodi e via Treves, e nonostante i 40 chilometri siano da percorrere su una strada disastrata. Succederà davvero? L'Edimes basket del presidente Gabriele Ripa e la Riso Scotti volley del giemme Gigi Poma (che già fanno i turni per gli allenamenti e si scambiano sabati e domeniche per le partite di campionato) stanno alla finestra e temono che il Palaravizza diventi una sorta di stazione affollata dove giocare e allenarsi sarà una questione di turni. Tanto più che Edimes e Sanmaurense hanno appena stretto un accordo (sarà formalizzato a giorni) per le giovanili. Al Palaravizza così, giocherà anche le due formazioni Elite della Sanmaurese e, non si vede perchè no, anche la squadra di serie D. In Comune, dove il neo assessore allo sport Davide Lazzari è appena entrato in ufficio, i dubbi sono parecchi. Ma la questione dovrà essere affrontata al Mezzabarba che è proprietario e gestore del Palaravizza. «Ascolteremo tutti se verranno a chiederci qualcosa – spiega Lazzari – detto questo, prima dobbiamo pensare alle squadre pavesi, e prima di prendere qualsiasi decisione parleremo con le nostre società». Ma come nasce l'ipotesi di un trasferimento di CasalP in via Treves? La società di patron Franco Curioni ha perso la finale per salire in Lega Gold contro Mantova, ma in estate è atteso un nuovo terremoto nei vertici del basket nazionale, con Siena che ha già annunciato che ripartirà dalla Dnb e con Montegranaro in grave crisi economica. E non sono le uniche società in bilico fra lo sparire ed il ricominciare da categorie minori. In questa situazione CasalP è la prima società avente diritto al ripescaggio e stavolta accetterà la promozione. Il problema è dove andrà a giocare. Franco Curioni ha intenzione di chiedere alla Lega un anno di deroga per poter effettuare tutte le operazioni necessarie per mettere a norma (2000 posti richiesti) il palasport di Codogno, ma la risposta che molto probabilmente riceverà sarà negativa. In linea di massima Curioni vorrebbe restare a casa sua, ma in alternativa dovrà guardarsi in giro e le soluzioni non appaiono molte: Lodi, Cremona, Piacenza e Pavia. Scartata la prima sede dopo il fallimento di una operazione analoga avvenuta solo pochi anni fa, a Cremona troverebbe la squadra in serie A alla quale Curioni dovrebbe chiedere un parere sulla possibilità di giocare, in quanto ci devono essere due categorie di differenza e la risposta potrebbe essere picche. Al PalaAnguissola di Piacenza ci sarebbe la Dnb, ma in città ci sono anche due squadre di pallavolo di A1, concorrenza pesante e pochi spazi. Rimarrebbe Pavia, ipotesi che si rafforza dopo che Gianmarco Bianchi è entrato ufficialmente in società. Il pubblico non vedrebbe più Casalpusterlengo come il fumo negli occhi come qualche anno fa, ma tra l'ex Alvin Young e la possibilità di rivedere la A2 (cioè la Gold) ecco che rischierebbe di avere un pubblico importante ed anche affamato di pallacanestro di vertice. A Casalpusterlengo in questi giorni stanno facendo riunioni su riunioni perché non vogliono farsi trovare impreparati quando la Lega comunicherà ufficialmente la possibilità del ripescaggio. Tra l'altro a Pavia non solo Casalpusterlengo non dovrebbe chiedere permessi a nessuno, ma con Bianchi in società e le giovanili dell'Accademia si risolverebbero problemi anche legati al fatto che non si tratti di una società pavese. Spazi per giocare in via Treves ci sono, anche se è chiaro che una società fra le due di basket e la Riso Scotti di pallavolo dovrà giocare saltuariamente il sabato sera. (red. sport)