Ex Chatillon ed ex Neca, i fascicoli aperti

I fascicoli già aperti sono quelli sulle aree dismesse Ex Chatillon (nella foto) ed Ex Neca. Sottoposte a sequestro nel corso di inchieste sulle bonifiche dichiarate e certificate ma dubbie. E' uno dei campi che hanno visto Procura di Pavia e Corpo Forestale dello Stato intervenire in stretto accordo nell'alveo della difesa e della tutela dell'ambiente. Ieri mattina in Procura sono stati definiti ulteriori protocolli di intesa anche in materia di traffico di rifiuti, reati in materia urbanistica e in edilizia, bonifica e controllo di aree dismesse, monitoraggio della rete idrica, oltre a quello legato al traffico di animali dall'ester . «I reati ambientali suscitano allarme sociale – spiega il procuratore capo di Pavia, Gustavo Cioppa – perché possono generare conseguenze sulla salute dei cittadini. E per questo sono di estrema gravità e impegneranno una squadra di pubblici minsteri e uomini della polizia giudiziaria. La nostra attività è ad ampio raggio, dal monitoraggio dell'inquinamento atmosferico a quello delle falde acquifere che può cagionare danni enormi alla collettività. Senza dimenticare i rifiuti tossici e pericolosi che possono essere sepolti nel sottosuolo, oltre a un tema molto sentito, per le gravi ripercussioni che ha avuto in provincia di Pavia, quello dell'amianto». Evocare il fantasma della Fibronit di Broni equivale a riaprire una ferita ancora molto aperta, storie di uomini e donne, di famiglia spezzate dalla malattia contratta e incubata quando la fabbrica era ancora attiva. «Intervenire e fare prevenzione – dice Cioppa – è importante anche perché consente di ridurre l'impatto sulla spesa pubblica per la sanità». (m.g.p.)