Martinetti va in pensione «Ora spazio alle allieve»
PAVIA Da 33 anni è il punto di riferimento del laboratorio di immunogenetica all'interno del servizio di immunoematologia e trasfusione del S. Matteo diretto da Laura Salvaneschi. Ma dal primo luglio la responsabile Miryam Martinetti andrà in pensione, a 65 anni. È dispiaciuta, fino all'ultimo ha sperato di poter restare, ma con un sorriso alla fine commenta: «La mia gioia è aver fatto una vera scuola. E potermene andare in punta di piedi, senza che nessuno se ne accorga. Il laboratorio è in ottime mani». Fondatore dell'associazione italiana di immunogenetica e biologia dei trapianti, di cui ora è presidente onorario, dal 1984 ad oggi Martinetti ha seguito gli studenti del dipartimento di genetica e microbiologia dell'università di Pavia e da trent'anni partecipa ai lavori del workshop mondiale d'Istocompatibilità. Si è occupata delle basi immunogenetiche del rigetto e della tolleranza nel trapianto di cuore, tra le altre cose: oltre 170 pubblicazioni scientifiche, 292 presentazioni a congressi, 21 capitoli di libri, 1 Compendio, il Premio Ceppellini nel 1996 e nel 1998 il premio comitato scientifico per lo sviluppo della dermatologia e il Linus Pauling Award biomedicina. «Non scarto nulla della mia esperienza qui, al San Matteo – racconta – sia per le soddisfazioni nei risultati raggiunti nella cura dei pazienti e nel campo dei trapianti, sia per il piacere di lavorare in questa struttura». In questi giorni doveva essere a Stoccolma, al congresso europeo i Immunogenetica, ma doveva prima finire alcune cose, in laboratorio: «Ho ricevuto premi, anzi, li abbiamo ricevuti io e il mio gruppo – ricorda – ultimamente ci siamo concentrati sugli studi di popolazione. Gli altri studi recenti sull'immunità e alcune malattie fetali li lascio ai colleghi, pur mantenendone la maternità: su alcune condizioni di patologia della gravidanza stiamo dando un buon contributo». Come presidente onorario Aibt continuerà a occuparsi di fomnazione, della winter e della summer school: «Promuoviamo ricerca e collaborazioni nel settore dell'immunogenetica – spiega Martinetti – perché stando insieme, e unendo le forze, si va più lontano, si riesce a volare più alto». (a.gh.)