Franzoni, attesa per i domiciliari
BOLOGNA La speranza di Annamaria Franzoni di uscire dal carcere e di tornare definitivamente a casa è legata ad una frase della perizia che ha valutato ancora una volta la sua personalità. Scrive, infatti, il professor Augusto Balloni, esperto di criminologia a cui il tribunale di Sorveglianza aveva chiesto di esprimersi sul rischio di recidiva per la donna: «Dopo poco più di 12 anni dal fatto si può sostenere che non vi sia il rischio che si ripeta il figlicidio, come descritto nella sentenza della Corte d'Assise d'Appello di Torino». Il passaggio è chiaro, cruciale, alimenta le speranze della donna e dei suoi legali e sarà considerato con attenzione dal tribunale di Sorveglianza dove la perizia è stata discussa in mattinata. Nel giro di qualche giorno il collegio (presidente Francesco Maisto) dovrà sciogliere la riserva, con il parere contrario della procura generale, e accettare o rigettare l'istanza di detenzione domiciliare speciale presentata da Franzoni per poter assistere il figlio minore, nato nel 2003, un anno dopo l'omicidio di Samuele. L'omicidio per cui la madre sta scontando 16 anni e per cui da oltre sei è in carcere. Un crimine che, secondo Balloni, non si ripeterà: «Una tale costellazione di eventi non è più riscontrabile», assicura la perizia.