Sta morendo il tifoso ferito all'Olimpico
di Annalisa D'Aprile wROMA Alla fine è l'ufficialità del bollettino medico dettato dal direttore del reparto di rianimazione del Policlinico Gemelli a fare chiarezza sulle condizioni di Ciro Esposito, il tifoso del Napoli ferito a colpi di pistola prima della finale di Coppa Italia: «È cosciente ma sedato farmacologicamente» dice il professor Massimo Antonelli nel pomeriggio di ieri dopo che per qualche ora è circolata insistente la voce, ripresa come notizia e diffusa dai tg e da tutti i siti d'informazione, della morte del ragazzo di Scampia. Dalla notte precedente, come spiega Antonelli, «le sue condizioni si sono ulteriormente aggravate e i supporti vitali non riescono a tenere sotto controllo la funzionalità degli organi». Ma «Ciro non è morto, l'ho visto pochi minuti fa» urla rosso in volto mentre piange Vincenzo Esposito, zio del tifoso del Napoli. Fuori dal dall'ospedale lo zio chiede preghiere, spera nel miracolo, ripete parlando a nome della famiglia e smentendo le voci della sua morte, dopo che anche il vice presidente della Camera Roberto Giachetti aveva pubblicamente fatto le sue condoglianze da Montecitorio. La famiglia si infastidisce e lo zio Enzo a nome di tutti dice: «Basta violenza. Vogliamo giustizia dallo Stato, non vogliamo che il nome di mio nipote sia usato per altre violenze. Chi ha provocato questa tragedia deve pagare. Il questore e il prefetto di Roma devono dimettersi. Mio nipote sta morendo perché gli hanno sparato, ma anche perché è rimasto a terra un'ora senza soccorsi. Vogliamo De Santis condannato e questore e prefetto a casa per le loro negligenze». Sono passati 50 giorni da quel 3 maggio, quando, poche ore prima della finale di Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli all'Olimpico di Roma, durante degli scontri scoppiati a Tor di Quinto, Ciro viene ferito da alcuni colpi di pistola. A sparare, secondo la procura capitolina, l'ex ultras romanista Daniele De Santis, 48 anni, in carcere dal giorno dopo gli incidenti con l'accusa di tentato omicidio. Secondo le testimonianze, De Santis, in compagnia di altre persone avrebbe provocato i tifosi napoletani lanciando pietre contro un pullmann che passava davanti al circolo ricreativo dove l'uomo viveva e lavorava. La reazione dei tifosi napoletani lo avrebbe messo in fuga. E qui la situazione diventa confusa e le circostanze poco chiare: De Santis scappando sarebbe scivolato e, a questo punto, avrebbe esploso 4 colpi di arma da fuoco con una Beretta 765 con matricola abrasa. Quei proiettili colpiscono Esposito che, in condizioni gravi, arriva al Gemelli. In quasi due mesi di degenza il ragazzo è stato sottoposto a sei interventi chirurgici, l'ultimo il 19 giugno, quando Ciro è stato sottoposto a dialisi, nutrizione artificiale e a supporto ventilatorio parziale. Poi lunedì sera, un'infezione polmonare ha aggravato le sue condizioni. Incredulo lo zio Vincenzo, uno dei sette fratelli del padre Giovanni. «Ho parlato con lui pochi giorni fa, stava meglio, abbiamo scherzato, mi ha detto che Maradona lo ha invitato una settimana a Dubai» racconta tra le lacrime. Dentro, nel reparto di rianimazione ci sono i genitori, Giovanni, e Antonella Leardi, che da quel letto per 50 giorni non si sono mai mossi. A fare la spola tra dentro e fuori c'è la fidanzata Simona, 25 anni, gli occhi cerchiati e rossi, e la forza d'animo di dare coraggio ad un amico che, seduto su un muretto davanti al pronto soccorso, guarda catatonico a terra senza nemmeno riuscire a muovere un muscolo. Poi ci sono gli zii e le zie, che arrivano da Napoli e qualcuno anche dal Nord. E naturalmente ci sono gli amici. Al capezzale del ragazzo sarebbe passato anche il sindaco di Roma, Ignazio Marino. Aveva già lasciato la bici per venire al Policlinico. Ma la famiglia ha fatto sapere che la sua presenza non era gradita: «È una persona indegna – dice il padre Giovanni – in 50 giorni non si è mai fatto vedere, adesso non lo vogliamo». Marino incassa e non si presenta. Mentre nella stanza di Ciro, sua madre e gli altri pregano ancora. E sperano. ©RIPRODUZIONE RISERVATA