Ore di angoscia nella sua Scampia

di Ferruccio Fabrizio wNAPOLI «Ciro è morto». Anzi no. «il suo cuore batte ancora». E' il fratello Michele a smentire la notizia battuta da un'agenzia che dava clinicamente senza vita il tifoso del Napoli. Un tam tam che ha suscitato polemiche e indignazione, soprattutto da parte dei familiari. «Cari amici, adesso più che mai Ciro ha bisogno delle vostre preghiere» ha scritto su Facebook uno zio del giovane, Giuseppe Esposito, mentre a Scampia, periferia nord della città dove Ciro vive, veniva annullata la proiezione su maxischermo della partita Italia-Uruguay. Una decisione del Comune e dell'assessore Alessandra Clemente, abbracciata dal presidente della municipalità Angelo Pisani che è anche difensore legale dei genitori del ragazzo. «C'è bisogno di un miracolo – ha commentato Pisani - e i napoletani vogliono crederci, oggi la partita più importante è contro la morte, contro la violenza». Poco prima della smentita, preoccupazione e allarme avevano gonfiato il clima di tensione e si era sparsa la voce su gruppi di ultras napoletani pronti a recarsi a Roma "per farsi giustizia". Un allarme spento però da fonti vicine al tifo organizzato. Ma la tensione era giustificata dal rincorrersi di minacce per nulla velate scambiate sui social network dalle tifoserie di Roma e Napoli, divise da odio profondo, nelle scorse settimane e alimentate dal ritrovamento a fine maggio in un vicolo della Sanità, centro antico di Napoli, di un manichino impiccato con addosso la maglietta della Roma. Ieri la famiglia ha chiesto di evitare raduni sotto casa ma sotto l'abitazione del giovane tifoso, nel silenzio calato su Scampia, si è consumato comunque un piccolo e mesto pellegrinaggio. Ed è comparso uno striscione: "Ciro non mollare". Un appello è partito dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris. «Tutta Napoli si stringe intorno alla famiglia di Ciro in queste ore drammatiche. La famiglia ci ha ribadito che Ciro è in gravissime condizioni, ma il suo cuore batte ancora. Ci uniamo tutti all'appello che, proprio in questi momenti, la famiglia sta rivolgendo perchè non si commettano violenze». ©RIPRODUZIONE RISERVATA