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CINE, TEATRO E VITA Voghera, mi ricordo il tempo d'estate n Cara Provincia, tempo d'estate... ma chi dei meno giovani ricorda a Voghera il "supercinema estivo"? Era la filiale del vecchio e glorioso cinema Galvani, altro storico locale vogherese chiuso negli anno '90 e trasformato in palazzo residenziale. Veniva allestito da giugno ad agosto nell'area ove poi sarebbe stato edificato l'autoporto. Il cinema era ovviamente all'aperto con vendita di gelati e gassose per il refrigerio degli spettatori. Si era a ridosso della ferrovia per cui era spassoso durante le proiezioni ascoltare le urla della platea quando, sul più bello del film, lo sferragliare del treno in arrivo alla stazione copriva col suo rumore i dialoghi degli attori: «Bastard! Va a tanà, balurd!» Tempi ormai andati, come se ne è andato il cinema Roma e mentre da troppi anni il bellissimo teatro Sociale è chiuso. Ricordo negli anni '50 (ero ragazzino) lo spendore del locale, imponente e in piena attività. Fra le tante mi sovviene il ricordo dell'esibizione della compagnia di Renato Rascel con Delia Scala e altre star del momento allora amatissimi dal grande pubblico. Rascel (il piccoletto, come veniva soprannominato) era particolarmente apprezzato nella parodia del corazziere che interpretava magistralmente vestito con l'alta uniforme di quel corpo militare con elmo e stivali (lui che era alto come l'on. Brunetta!), cantando la canzoncina "...è arrivata la bufera, è arrivato il temporale, chi sta bene e chi sta male e... chi sta come gli par" Qualla sera, sul palcoscenico del Sociale, davanti ad un pubblico che aveva gremito ogni ordine di posti in platea, nei palchi e nel loggione, Renatino in omaggio alla nostra città che lo ospitava adattò il suo pezzo forte così: "...è arrivata la bufera...con lo zio di Voghera...è arrivato il temporale... col cognato di Cornale..."! e via di questo passo mentre il pubblico gli riservava applausi a scena aperta, scompisciandosi dalle risate. Ricordi belli di un passato diverso... ricordi di un Sociale gremito, luminoso, vivo, ricordi di una città e di un'epoca ricca di vita, di socialità, di cultura, di partecipazione. E poi, bastava recarsi nella vicina Salice Terme e potevi incontrare, seduti al tavolo davanti al Grand Hotel a godersi il fresco del parco e a bere l'aperitivo personaggi come Walter Chiari, Alberto Sordi, Vittorio De Sica, mentre i fratelli D'Inzeo galoppavano sui loro spendidi destrieri gareggiando per il concorso ippico nazionale. Ricordi e rimpianti e tanta amarezza per il troppo degrado attuale. Gianni Valmori PAVIA Ballottaggio perso meglio aprire gli occhi nEvidentemente il falso greco della politica pavese (quello vero è Andrea Mitsiopoulos), ha cancellato un giorno dal calendario: l'8 giugno 2014. Grazie a questa rimozione, Cattaneo è ancora il sindaco di Pavia e lui, Luigi Greco, per gli amici Cecè, è ancora consigliere comunale, anzi no assessore, anzi no capo di gabinetto. O semplice impiegato comunale? Oppure "gran progettista" delle casette dell'allea? Bah. Comunque "uno che conta", che i giornalisti cercano, che ci spiega sempre tutto. Che è in grado di riaprire fino ad agosto i termini elettorali. In modo che gli amici lo possano votare ancora, dato che l'appoggio totale dell'ex sindaco Cattaneo non è bastato a farlo eleggere. Quindi l'amico Gigi chiede i tempi supplementari. La verità caro Greco purtroppo è questa. Le elezioni europee sono state vinte dal Pd; quelle comunali dal centrodestra (con Forza Italia e civiche collegate al 33%); per il ballottaggio ahimè possiamo scegliere tra: Depaoli vincitore o Cattaneo perdente, vedi tu. Un candidato pressochè anonimo purchè dignitosissimo di fronte al «sindaco più amato dagli italiani». Per quanto ti riguarda, come me e come tanti altri cittadini, non hai alcun ruolo istituzionale, nè partitico, nè politico se non quello che appartiene in modo sacrosanto a ogni comune cittadino. Visti i risultati del tuo percorso, credo sia meglio per Cattaneo, per il centrodestra, e in fondo anche per te che resti tale. Andrea Spallarossa