«Semestre per crescita e lavoro»
BRUXELLES Sandro Gozi è il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con la delega alle Politiche europee. È, giorno per giorno, l'uomo del governo a Bruxelles, e, appena un passo dietro al premier, il "front man" per il prossimo semestre di presidenza. Tre governi in tre anni non hanno semplificato la preparazione del semestre: sarà tutto pronto il primo luglio? «È già tutto pronto: il governo Renzi ha fatto del semestre italiano di presidenza del Consiglio dell'Unione Europea una delle sue più importanti priorità. Abbiamo lavorato intensamente alla luce delle priorità politiche del presidente del Consiglio e in modo molto collegiale per la preparazione del programma che verrà presentato dallo stesso Renzi il 2 luglio davanti al Parlamento Europeo, come previsto da tempo a Bruxelles». Come potrà l'Italia segnare questa prossima legislatura europea in solo sei mesi? «Lo faremo perché non sono semplicemente sei mesi come tutti gli altri, ma sono i primi sei mesi di cinque anni di legislatura di cambiamento dell'Europa. Faremo ogni sforzo possibile per indicare le nuove priorità politiche attorno alle quali ridefinire la nostra idea di Unione Europea». Qual è il nodo principale che vorreste riuscire a sciogliere entro dicembre? «Vogliamo attuare una politica al servizio della crescita, degli investimenti produttivi e della creazione di posti di lavoro. Chiediamo più flessibilità, da mettere al servizio delle riforme strutturali nazionali e del raggiungimento degli obiettivi europei: più competitività, produttività, inclusione sociale e miglior utilizzo dei fondi strutturali». A giorni, Antonio Tajani si dimetterà da commissario e dovrete nominarne uno nuovo. Può farcene un ritratto, o il nome? «Non credo che sia corretto avanzare nomi, siamo ancora in un momento troppo prematuro. Tuttavia io sono convinto che l'Italia abbia tutte le carte in regola per ottenere un incarico importante all'interno della Commissione». Lei è un sottosegretario, non un ministro. Questo non rende l'Italia un po' debole nei confronti dei partner in questo semestre nel quale lei presiederà alcuni Consigli? «Assolutamente no. Contano molto di più le competenze, l'esperienza e i contatti maturati nelle capitali europee nel corso di tanti anni rispetto alle qualifiche. Il presidente Renzi e tutto il governo credono tantissimo nel semestre, e questo viene percepito anche dai nostri partner europei, che non a caso non considerano rilevante il fatto che io sia ministro o sottosegretario. Peraltro la delega alle Politiche e Affari europei che il presidente Renzi ha voluto affidarmi è molto più ampia rispetto a quella di tutti i ministri agli Affari europei del passato». (l.r.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA