San Genesio, c'è il no alle villette

SAN GENESIO Sul progetto delle villette da realizzare sul terreno accanto alla Vernavola arriva il "no" dei residenti che bocciano la chiusura del cavo Morona e mettono un punto fermo: la realizzazione di interventi di mitigazione nell'area che si affaccia verso il parco. Nel tardo pomeriggio di giovedì l'amministrazione comunale ha incontrato il comitato di cittadini. Sul tavolo la perizia presentata dal proponente, la Sitalcea srl, in cui vengono evidenziate le scarse condizioni igienico-sanitarie del fossato e la necessità di tombinarlo, «perizia che ha ricevuto il parere positivo dell'Asl», precisa il sindaco Cristiano Migliavacca. Nella controperizia presentata dai residenti e redatta da Maurizio Rovati si parla invece di «mancanza di agenti inquinanti, rifiuti, topi e parassiti», concludendo che «non ci sono i presupposti per giustificare la tombinatura». «L'amministrazione è disponibile a riaprire la questione – sottolinea Migliavacca - e chiederemo all'Azienda sanitaria, a cui faremo pervenire la seconda perizia, un nuovo parere. La tombinatura, per motivi sanitari e di sicurezza, si sarebbe potuta effettuare, in deroga alla legge regionale». Ma l'assessore all'urbanistica Roberto Piatti (gruppo misto) ricorda che «il Pgt aveva accolto l'osservazione di un cittadino, vietando la chiusura del fosso". Si apre quindi una questione politica perché "il Piano di governo va rispettato", precisa Piatti, "a prescindere dal parere dell'Asl". "Non siamo contrari alla lottizzazione, ma vanno rispettati i limiti imposti dal Pgt e anche dalla normativa regionale», insiste il consigliere di maggioranza del gruppo misto Nino Cattaneo. «Non ci siamo mai lamentati delle condizioni igieniche del fossato – afferma Paolo Penna, portavoce dei residenti – abitiamo qui da anni e non abbiamo mai visto topi o bisce e degrado". E Daniele Montagna aggiunge: "L'acqua è pulita, serve per irrigare i campi". Bruno Clenzi rappresenta la proprietà e precisa che «l'intervento è necessario per motivi igienici e di sicurezza, visto che esiste una ricca documentazione fotografica che dimostra la presenza di topi e nutrie». «Verrà pagato dal proponente – chiarisce - mentre in futuro sarebbe da accollare alla comunità. Non va dimenticato che l'osservazione era stata fatta da un residente che in passato voleva invece la chiusura del fosso». A difesa del comitato si schiera la consigliera di minoranza Flavia Fulvio che dice: «Le prescrizioni del Pgt vanno rispettate e le questioni ambientali non vanno affrontate con leggerezza». Il progetto prevede la realizzazione di 8 villette a due piani su circa 8mila metri quadrati di terreno, 6685 metri cubi, l'altezza non dovrà superare i 6,40 metri e l'indice di edificabilità è di 0,70. Stefania Prato