«Meno import o addio alle risaie »

PAVIA Se non si ferma l'importazione selvaggia di riso a dazio zero dai Paesi meno avanzati (Cambogia su tutti), la risicoltura subirà un tracollo permanente. E con essa è a rischio l'equilibrio idrogeologico di una vasta zona compresa tra il Po e il Ticino. L'allarme è lanciato da Confagricoltura (sezioni di Pavia, Novara, Vercelli, Alessandria e Milano-Lodi) e Cia (Pavia, Novara, Verbania e Vercelli). Il triangolo risicolo italiano sollecita la Commissione europea, chiamata a pronunciarsi sul dossier che a breve sarà presentato a Bruxelles dal ministero dello Sviluppo Economico. «E' necessario introdurre la clausola di salvaguardia, applicando il regolamento Ue 978/2012, per porre un limite quantitativo alle importazioni di riso proveniente dalla Cambogia – commenta Luciano Nieto, direttore di Confagricoltura Pavia – La risicoltura italiana, e quindi pavese, senza le opportune difese alle frontiere dal prodotto proveniente da agricolture dai costi di produzione nemmeno comparabili con quelli europei, rischia di essere ridimensionata. Sarebbe a rischio anche l'agricoltura di un intero territorio, che soprattutto nell'area storica di produzione non potrebbe essere riconvertito ad altre colture». I dati sono significativi: i prezzi di mercato delle varietà di riso Lungo B (Indica), quelle che maggiormente e più direttamente subiscono la concorrenza dei risi di importazione dalla Cambogia e dal Myanmar, sono scesi dai 26 euro al quintale dello scorso febbraio agli attuali 22,5 e non coprono i costi di produzione. (u.d.a.)