Caso Ruby, la Corte decide il 18 luglio

ROMA Karima el Marough, detta Ruby rubacuori, e la famigerata notte in questura, da dove esce con Nicole Minetti come la nipote di Mubarak, tornano di scena nel tribunale di Milano. Ieri è iniziato il processo d'appello a carico di Silvio Berlusconi. Già condannato in primo grado a sette anni per concussione e prostituzione minorile. Poco dopo le dieci del mattino la corte d'Appello è riunita in aula e annuncia che riprese video e foto saranno vietate. Saranno invece consentite solo per la lettura della sentenza. In tribunale a difendere l'ex premier ci sono Franco Coppi e Filippo Dinacci. "Sostituti" degli storici legali, Niccolò Ghedini e Piero Longo, perché indagati, insieme a Berlusconi, nella cosiddetta indagine "Ruby-ter" sull'ipotesi di corruzione in atti giudiziari. «Facciamo parte di una stessa squadra e ci alterniamo alla difesa, poco importa che ci sia uno o l'altro» commenta Coppi. In poche ore l'udienza scivola via con la lettura della relazione del giudice Concetta Locurto che ripercorre le fasi salienti dell'indagine che ha portato alla condanna in primo grado per l'ex cavaliere. In particolare, il magistrato si sofferma su quanto accadduto la notte tra il 27 e il 28 maggio 2010 quando la minorenne Ruby è stata portata in questura per un furto a Milano, accusata dalla sua compagna di stanza, e Berlusconi ha chiamato per sollecitare il suo affidamento, poi effettivamente avvenuto in favore dell'allora consigliere regionale Nicole Minetti. E mentre il giudice Locurto a Milano ricostruiva le vicende legate alla ragazza marocchina, a Cesano Boscone Berlusconi prestava le sue quattro ore settimanali di servizio sociale per i malati di alzheimer dell'istituto Sacra Famiglia, "pena" frutto di un'altra condanna che sta scontando, quella per il processo Mediaset. Sul fronte della difesa, Coppi esclude che possano presentare un'istanza di trasferimento a Brescia del processo Ruby. Istanza motivata con lo scontro nella procura milanese tra il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati e l'aggiunto Alfredo Robledo. «Non c'è nessuna possibilità che la presentiamo. L'avremmo già fatto» chiosa l'avvocato. Da «vedere» se Berlusconi parteciperà al processo d'appello. Se per i giudici l'impegno a Cesano Boscone non è «ostativo» (cioé non potrà essere presentato come legittimo impedimento, come è successo quando era parlamentare), per i legali «se sarà utile e necessaria la sua presenza verrà, se invece non è necessaria la sua presenza ai fini del dibattimento, con tutto il rispetto per la Corte, è inutile farlo venire». Esclusa da Coppi anche la presenza di nuovi testimoni. «Ci sono alcune richieste istruttorie, ma credo che verrà deciso tutto in un'unica volta e non credo che ci saranno ulteriori frazionamenti» precisa ancora il professore. Alla fine della relazione di Locurto, i giudici della seconda sezione della Corte hanno poi fissato le date per le prossime udienze. L'11 luglio ci sarà la requisitoria del procuratore generale, il 15 sarà la volta della difesa mentre per il 18 luglio è fissata l'ultima udienza al termine della quale i giudici si ritireranno in camera di consiglio per la sentenza. E la decisione che dovranno prendere potrebbe richiedere anche più di un giorno. (a.d'a.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA