Santa Giuletta, nuovi fondi per la bonifica ex Vinal
di Donatella Zorzetto wSANTA GIULETTA Niente contributi per la bonifica dell'ex Fibronit di Broni, ma uno stanziamento all'ex Vinal di Santa Giuletta. È di 174 mila euro il fondo che la Regione Lombardia, con una decisione di questi giorni, ha assegnato al Comune per i lavori di messa in sicurezza del sito della ex Vinal. Una cifra che consentirà di pagare le ditte che finora hanno svolto i lavori e di proseguire, a piccoli passi, nell'opera di bonifica. Questa somma si va ad aggiungere ai 300 mila euro stanziati dalla Regione subito dopo l'emergenza, all'inizio del novembre scorso, quando, a causa della manomissione di una cisterna, si era verificato un pericoloso sversamento di olio combustibile, sia nel piazzale della fabbrica sia nei terreni circostanti. Nell'area sono ancora presenti circa 20 mila metri quadrati di amianto sulle coperture, la maggior parte in stato di forte degrado, mentre nei silos sono stoccati parte degli oli e degli acidi utilizzati per far funzionare i macchinari. La passata amministrazione aveva stimato in 1,5 milioni di euro la somma necessaria per procedere alla bonifica completa dell'area, ma una società aveva fatto anche un'offerta di 250 mila euro, a fronte del prelievo all'interno dell'area, di materiale di suo interesse, come ferro, oli e altre cose da poter poi rivendere ammortizzando i costi. La nuova amministrazione, guidata dal sindaco Simona Dacarro, ora deve ripartire da lì. «Purtroppo, dopo i primi lavori d'urgenza, ora all'ex Vinal è tutto fermo, e non si è più fatto nulla – afferma Massimo Brandolini, attivista di Avani e neo assessore comunale ad Ambiente e territorio –. Nei campi vicini abbiamo notato ancora delle fuoriuscite di materiale, probabilmente a causa del caldo, mentre, per fortuna, non ci sono state più fuoriuscite di acidi». La situazione, comunque, rimane molto seria e il Comune ha intenzione di attivare tutti i canali per riuscire a reperire le risorse necessarie: «Lo stato di degrado di tutto il sito non può che peggiorare con il passare del tempo – continua Brandolini –. Noi ci stiamo attivando per continuare gli interventi di messa in sicurezza, perché questa è una cosa davvero seria». A preoccupare l'amministrazione comunale è anche la facilità di accesso all'area per i malintenzionati: innumerevoli sono stati i furti di rame e cavi elettrici e la paura è che, durante uno dei frequenti raid, vengano manomessi i dispositivi presenti, causando danni irreparabili alle strutture e all'ambiente. (ha collaborato Oliviero Maggi)