La minoranza: «Che delusione vedere logiche di corrente»
PAVIA Dall'opposizione è un coro: «Massimo Depaoli ha deluso le aspettative». Per l'ex sindaco Alessandro Cattaneo «le logiche di partito sono lì da vedere»: «Mi sembra che si sia predicato tanto e poi si è razzolato male. Mi pare un ritorno indietro di 20 anni. Vedo una logica al ribasso e molta attenzione alle correnti del Pd. E poi oltre a tanti figliocci vedo anche la nuova categoria delle mogli». Il riferimento è all'assessore Ilaria Cristiani moglie del consigliere comunale Guido Giuliani. «I sette assessori annunciati da Depaoli sono diventati nove, ossia il massimo possibile - dice Antonio Bobbio Pallavicini, capogruppo di Forza Italia – La politica ha avuto il sopravvento. Vedo persone di comprovata esperienza, ma noto un'anomala distribuzione delle deleghe che crea un quadro confuso e poco gestibile. Un dirigente rischia di avere a che fare con 6 assessori. E poi vedo logiche del passato. E' una partenza che non mi aspettavo, si è rientrati nella sede di partito». Per Vittorio Poma (lista civica per Cattaneo) «Depaoli è stato colpito «dalla sindrome di Stoccolma»: «Nel comporre la giunta non ha potuto non rapportarsi alla politica, tant'è che ha messo il segretario del partito nel ruolo di vice sindaco ossia di collaboratore più stretto. Era lecito aspettarsi qualcosa di più. Il successo di Depaoli è maturato nel rapporto con la società civile e nel rapporto fuoti dal partiti, invece è tornato nei ranghi della politica». Giuseppe Polizzi (Movimento 5 stelle) punta il dito sul numero degli assessori: «Noto che la promessa di 7 assessori non è stata mantenuta e questo comporta almeno 5600 euro in più al mese di spesa. Se il cambiamento deve passare per un aumento dei costi, più che un cambiamento mi sembra una restaurazione delle vecchie logiche del centrosinistra. In più spero che Davide Lazzari che è Capo di Gabinetto in Provincia rinunci all'incarico altrimenti ci sarà conflitto d'interessi. Così come auspico che Vittorio Poma scelga tra il ruolo di presidente in Provincia e quello di consigliere comunale». (l.l)