Corteolona, vertice sull'ampliamento dell'inceneritore
I giudici del tribunale di Lecco gli hanno revocato gli arresti domiciliari. Alfio Scimionelli, un uomo di 41 anni, domiciliato a Villanterio in loclaità Malcontenta, è stato trasferito nel carcere di Pavia, a Torre del Gallo. L'uomo deve scontare una condanna di sette anni e sei mesi di reclusione per reati contro il patrimonio che sono stati commessi nella provincia di Lecco. Non è da escludere che i difensori chiedano di nuovo la concessione dei domiciliari. I carabinieri di Villanterio hanno ricevuto l'ordine di revoca degli arresti domiciliari e hanno prelevato Alfio Scimonelli dalla sua abitazione. Dopo le formalità in caserma, il trasferimento in carcere. CORTEOLONA Un incontro tra Provincia e Comuni del Basso pavese per discutere dell'ampliamento dell'inceneritore di Cortelona. Piazza Italia, infatti, resta in attesa che A2A presenti la richiesta di Aia (Autorizzazione integrata ambientale), ma già annuncia che si procederà con «un metodo di lavoro condiviso». Chiama così a raccolta il territorio, con «l'obiettivo di fare il punto della situazione», spiega l'assessore all'Ambiente Michele Bozzano, che propone di «istituire un tavolo simile a quello costituito a Parona». «Ne dovrebbero far parte, oltre alla Provincia, Regione, Comuni, Arpa e Asl, ma siamo aperti anche ad altri interlocutori – precisa Bozzano –. È fondamentale la presenza degli enti comunali e dei tecnici. L'incontro era necessario dopo le elezioni, in modo da aggiornare anche le nuove amministrazioni sullo stato dell'iter procedurale». L'assessore provinciale spiega che il rilascio dell'Aia dipenderà da monitoraggi specifici sulla qualità dell'aria e dal risultato di indagini epidemiologiche. «Per questo – aggiunge – devono essere coinvolte l'Arpa, che si dovrà occupare dei rilevamenti, e l'Asl per i dati sanitari, anche basandosi sullo storico». Sono diciannove i Comuni (Santa Cristina, Monticelli, Miradolo , Gerenzago, Inverno e Monteleone, Copiano, Villanterio, Magherno, Spessa, Costa de' Nobili, S. Zenone, Zerbo, Pieve Porto Morone, Badia pavese, Filighera, Albuzzano, Linarolo, Vistarino e Chignolo) che hanno inviato in Provincia un documento in cui ribadiscono il «no»al triplicamento dell'impianto «non necessario per il territorio del Pavese e per la Regione». «Si tratta – ribadiscono – di un impianto funzionale ai soli interessi di A2A». «I rifiuti sono un problema che riteniamo si possa risolvere solo attraverso il riuso», spiega Elio Grossi, sindaco di Santa Cristina, mentre Ottaviano Dehò, vicesindaco di Miradolo, sottolinea la necessità di «coinvolgere il territorio durante l'Aia». «Riteniamo opportuno – scrivono i sindaci – che si consideri non solo l'ampliamento, ma l'intero centro integrato che comprende gli impianti di trattamento, le discariche e l'inceneritore, e chiediamo il riesame delle autorizzazioni di tutti gli impianti». Ricordano infine che la Regione, nel Piano dei rifiuti, sottolinea che «non è necessario ampliare gli attuali inceneritori che vanno piuttosto disattivati». Stefania Prato