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di Anna Ghezzi wPAVIA A Pavia le prime infermiere volontarie sono nate cent'anni fa, appena in tempo per la Grande Guerra: velo blu in testa, abito bianco con la croce rossa sul petto allora come ora. Qualcuna, come Maria Cozzi, non è mai tornata. Ma il corpo resiste, e oggi festeggia il centenario insieme al 150° di fondazione della Croce rossa italiana con una giornata in prefettura aperta a tutti. A Pavia il corpo delle infermiere è formato da 35 volontarie più 10 di Mortara. «Quando è nato erano una trentina – spiega Laura Bettaglio, ispettrice locale, già provinciale e regionale e volontaria in Kosovo durante la guerra – e allora esistevano solo le infermiere volontarie, ausiliarie delle forze armate. Ma negli ultimi anni c'è poco ricambio generazionale. Le ragazze giovani lavorano tutte e per fare l'infermiera volontaria serve molto tempo: due anni solo di formazione, ed è tutto lavoro gratuito. Ci sono più disponibilità dopo i 45 anni, prima le giovani donne si occupano dei figli, studiano, trovano lavoro». Il cammino dura due anni, poi si diventa «sorelle», e per rimanere attive occorre garantire un cerro numero di presenze all'anno in ospedale nelle varie specialità: chirurgia, medicina, ostetricia. «Noi facciamo servizio in emergenza – spiega Bettaglio – assistiamo gli anziani, prestiamo la nostra opera nelle mense per i poveri, assistiamo i disabili, organizziamo corsi di psicomotricità per i bambini disabili». La Croce rossa in provincia conta più di 2mila volontari e 130 dipendenti, il Comitato locale di Pavia oltre 300, con 15 dipendenti. «Stiamo vivendo un momento confuso – spiega il presidente provinciale e commissario ad interim Alberto Piacentini – a causa della privatizzazione. Ma a Pavia siamo soddisfatti perché siamo riusciti a far crescere il gruppo giovani, linfa vitale per l'associazione. Tanti hanno potuto assumere responsabilità e mettersi in gioco». Oggi dalle 15.30 in prefettura ci saranno attività per i bambini, le infermiere volontarie con il camper attrezzato per misurare pressione e glicemia, le dimostrazioni dei volontari del soccorso, dalle misure di emergenza alle ricerche di persone scomparse con i cani addestrati, una mostra di foto e filmati storici nel Salone della Caccia. Alle 20.45 nei giardini del palazzo del Governo ci sarà la cena di gala, su invito, allietata dal violino di Roberto Durkovic per cento invitati che potranno contribuire a finanziare le attività che la Croce rossa svolge sul territorio. «Il ricavato – spiega Marinice Chiappero dell'ex sezione femminile – andrà a finanziare il rinnovo delle attrezzature delle ambulanze e l'assistenza alle persone che hanno bisogno: come Croce Rossa, infatti, distribuiamo pacchi alimentari, vestiti, diamo contributi luce e gas nelle situazioni d'emergenza».