Viaggio alla ricerca dei sogni perduti
RIVANAZZANO TERME «Apri la porta della fantasia e inventa una storia» è l'iniziativa del Rorary Oltrepo (presieduto da Cesare Lisandria) che ha permesso di raccogliere le fiabe delle seconde classi di tante scuole oltrepadane. Ecco i racconti delle classi seconde A e B di Rivanazzano e la seconda B di Casteggio. La strega e la felicita' C'era una volta una bambina che si chiamava Alessia. Era carina, simpatica e le piaceva andare a passeggio con Matis. Matis era un gatto dolce, un po' cicciottello. Era anche un animale magico, perché sapeva volare e parlare. Un giorno camminarono e camminarono, finché arrivarono in una città di gelatina. Era il regno della felicità! Tutti gli abitanti erano però tristi, perché una strega cattiva, con un grosso brufolone sul naso, aveva rubato la felicità e l'aveva imprigionata nel suo castello. Per fortuna la bambina aveva oggetti magici: un fiore, dei sassolini e una corda, dati dalla mamma. Quindi decise di incamminarsi da sola verso il castello. Quando arrivò entrò dal portone e salì le scale fino alla torre più alta, dove era stata rinchiusa la felicità. Trovò, però, la strega che, arrabbiatissima, fissò negli occhi quella bambina impertinente. Alessia non aspettò: prese il fiore e glielo lanciò sopra il naso, poi prese i sassolini e glieli tirò sotto ai piedi facendola cadere, infine con la corda le legò tutto il corpo. La strega era ormai innocua! Alessia scappò dal castello e corse verso la città di gelatina. Qui trovò tutti gli abitanti in festa, perché la felicità era tornata a regnare. La bambina non si fermò , perché era tardi e sapeva che sua mamma poteva essere in pensiero. Partì di corsa seguita da Matis. Aveva ragione! Sua mamma stava piangendo. Quando la bambina arrivò nel giardino di casa la mamma l'abbracciò forte, forte. Da quel giorno Alessia non si allontanò più e visse felice accanto a mamma e al gattino Matis. Giulia Algeri I sogni perduti C'era una volta una bambina che si chiamava Giovanna e aveva 10 anni. Giocava sempre con il coniglietto Rossiccio, che aveva due orecchie magiche e riusciva a sentire in lontananza. Giovanna viveva nella Città dei Sogni, dove tutti i bambini aspettavano la sera per andare a dormire e fare sogni fantastici. Anche Giovanna sognava. I suoi sogni erano fatti di giocattoli e merende molto buone. Un brutto giorno arrivarono otto alieni e rubarono i sogni. Nessun bambino voleva più dormire, perché non riusciva a sognare. Giovanna e Rossiccio decisero allora di andare a cercare gli alieni. Lungo la strada incontrarono un gatto, che aveva uno strano taschino sulla pancia. Il gatto le regalò una polvere magica. Rossiccio iniziò a sentire dei rumori: erano gli alieni. La bambina e il coniglietto corsero verso l'astronave e si nascosero dietro a un albero. Appena gli alieni uscirono, la bimba lanciò la polvere magica e loro si sciolsero. Intanto Rossiccio entrò nell'astronave, aprì una scatola e, tutto contento, disse: «I sogni sono qui!» I due amici tornarono a casa stanchi del viaggio, si addormentarono e sognarono. Da quel giorno nessuno pensò più agli alieni e vissero felici. Lucia Amato La felicita' perduta Fabio era un bambino che andava d'accordo con tutti i suoi compagni. Viveva con la sua famiglia in un paese dove regnava la felicità: i bambini giocavano insieme e gli adulti non litigavano. Aveva un beagle che si chiamava Stella e aveva delle caratteristiche magiche: volava con le sue lunghe orecchie e sapeva parlare. In quel paese viveva anche un vecchio stregone, che odiava la felicità. Un giorno decise di rubarla e rinchiuderla nel suo castello. Da quel momento tutti i bambini non giocarono più e gli adulti iniziarono a litigare. Fabio, allora, decise di affrontare lo stregone. Tante persone cercarono di fermarlo, ma lui non le ascoltò e si mise in cammino. Passo dopo passo, a un certo punto inciampò in una bacchetta magica. La portò con sé. Arrivato al castello entrò. Una volta dentro vide un'ombra nera. All'improvviso sbucò lo stregone: era brutto, senza una gamba e senza un occhio. Fabio tirò fuori la sua bacchetta magica e lo stregone cadde svenuto. Il bambino lo trascinò nella cantina e chiuse la porta . Poi cercò per tutto il castello, ma non trovò nulla. A un certo punto spalancò la porta di una piccola stanza. Ecco comparire la felicità! Fabio la liberò e vissero felici. Fabio Berri La bacchetta magica C'era una volta una ragazza di nome Cristina che aveva per amica una sirena dai capelli biondi e un po' ricci. La sirena si chiamava Marilina e usava una bacchetta magica ogni volta che voleva trasformarsi in una bambina. In questo modo usciva dall'acqua e poteva giocare con Cristina. In un bosco lontano abitava, però, una brutta e perfida strega che era gelosa della loro amicizia. Un giorno fece sparire la bacchetta magica. Cristina decise di partire e andare a riprendersela. Lungo il cammino incontrò un principe, gli raccontò quello che era successo e lui le regalò la sua spada magica. Riprese il cammino e incontrò una bambina di nome Castalda rimasta senza acqua. Cristina le lasciò la sua borraccia e Castalda le donò una pianta carnivora. Alla fine del viaggio incontrò Armandei, un ragazzo che le indicò il sentiero per raggiungere il castello della strega e le diede un sacchetto con della sabbia. Quando arrivò al castello si trovò davanti la strega: aveva i capelli lisci e biondi, un viso bruttissimo e un vestito lungo e nero. Cristina lanciò negli occhi della strega la sabbia che le aveva dato Armandei e l'accecò. Poi con la spada del principe la ferì. Infine avvicinò alla strega la pianta carnivora, che se la mangiò. Cristina ritornò a casa con la bacchetta magica. Marilina si trasformò in una bambina distrusse la bacchetta magica. Da quel giorno le due bambine non si separarono mai. Silvia Curati Le voci rubate Luigi era un bambino di dodici anni, alto e un po' grassottello e portava sempre ai piedi due scarpe verdi molto buffe. I suoi compagni, per questo motivo, lo prendevano in giro, ma lui non si arrabbiava mai. Tutti i giorni giocava con il suo cavallo, che aveva gli occhi azzurri, il manto marrone e la criniera bruna. Era un cavallo magico, perché sapeva parlare! Si chiamava Asmar. Luigi e Asmar vivevano in un paese dove i bambini erano sempre allegri e per le strade si sentivano le loro risate, i loro canti e le loro grida. Un giorno un drago rubò le voci a tutti i bambini, perché gli davano fastidio e era invidioso della loro allegria. Portò tutte le voci nel suo castello malefico, nascosto in un bosco pauroso. Il Paese dell'Allegria diventò all'improvviso silenzioso e triste. Luigi e Asmar decisero allora di andare alla ricerca delle voci rubate. Lungo la strada incontrarono un bambino di nome Luca, che regalò a Luigi una spada magica. Quando arrivarono al castello Luigi fu subito notato dal drago, che gli disse: «Sei tu quello che mi vuoi sfidare?». Il bambino rimase a bocca aperta, perché il drago era gigantesco. Non perse tempo: lo attaccò con la spada magica e appena lo toccò il drago si rimpicciolì e poi sparì. Asmar aprì le porte del castello e le voci ritornarono. Anche Luigi e Asmar ritornarono di corsa verso il loro paese e videro che c'era di nuovo l'allegria. Da allora vissero felici. Giovanni Di Tommaso Chicco e l'unicorno Chicco è un bambino di otto anni ed ha due amici Giovanni e Matteo.Chicco si addormenta ai giardini vicino ad un albero. Chicco in sogno vede un unicorno alato che si chiama Azur. Chicco si fa una passeggiata con il suo unicorno alato ed incontra un drago. Chicco sconfigge il drago e la storia finisce bene per tutti. Andrea Tani Il principe coraggioso C'era una volta un principe di nome Greg conosciuto per le sue doti di combattimento e di coraggio. In un bosco viveva un orco, uno di quelli molto brutti e con i denti aguzzi anneriti dal fumo. L'orco voleva sconfiggere il principe e impossessarsi del suo regno. Anche il principe aspettava questo momento. Sicuro di sè, Greg si in camminò verso il bosco che divideva il suo castello dalla casa dell'orco cattivo. Il percorso era insidioso: dovevano sconfiggere i serpenti sputa-veleno, attraversare il monte della lava, lì l'orco si bruciò il sedere; dovevano affrontare il mostro della palude e gli squali affamati. Nell'attraversare il sentiero dei cactus, l'orco si punzecchiò la faccia. Il principe coraggioso cavalcò il toro senza paura; infine, superata l'ultima prova, giunsero al punto di arrivo. L'orco stanco credette di non avere più speranze. Il principe Greg dette un colpo di spada sulla testa dell'orco che cadde a terra sfinito. Il regno era salvo e Greg continuò a vivere in pace. Luca Farina, Alessandro Foppa, Elisa Galli, Carolina Galli