Bossetti non è figlio del padre legittimo
Un'altra certezza: Giuseppe Bossetti (nella foto), il muratore bergamasco fermato per l'omicidio di Yara Gambirasio, non è figlio di quello che fino a domenica era per tutti suo padre. Alla vigilia dell'udienza di convalida del fermo per omicidio volontario con l'aggravante di aver agito con sevizie e crudeltà, infatti, la comparazione tra il Dna di Giovanni Bossetti e quello di Giuseppe ha evidenziato che non c'è compatibilità. L'uomo è quindi figlio di Giuseppe Guerinoni, l'autista di autobus di Gorno, scomparso nel '99 e che oltre quaranta anni fa avrebbe avuto una relazione con la madre del muratore. Era questo uno degli accertamenti che il gip Ezia Maccora voleva dalla Procura. Ieri Bossetti è comparso, per la seconda volta, davanti al pm Ruggeri. Non è servita l'imponente presenza di investigatori di carabinieri e polizia nel carcere di via Gleno, probabilmente pronti a scattare per cercare riscontri a eventuali ammissioni del muratore. Bossetti, infatti, si è avvalso ancora una volta della facoltà di non rispondere: non a nuove contestazioni, ma a quelle già contenute nel decreto di fermo in cui la pistola "fumante" è la comparazione del Dna che per l'accusa corrisponde a quello trovato sulla biancheria intima di Yara; poi il suo telefonino agganciato alla cella di Mapello nelle ore del sequestro di Yara che, dopo il momento della scomparsa della ragazza, rimase muto per ore, fino alla mattina dopo. Altro elemento, il fatto che Bossetti facesse il muratore e nei polmoni di Yara c'era traccia di polvere di calce, utilizzata nell'edilizia. In assenza di rivelazioni da parte di Bossetti a cui cercare riscontri, più modestamente i carabinieri ieri sono tornati alla palestra di Brembate di Sopra da cui Yara sparì e nei luoghi tra Mapello e Brembate che Bossetti frequentava .