Ragazzi rapiti, appello Abu Mazen
TEL AVIV Il presidente palestinese Abu Mazen è tornato ieri a chiedere la liberazione dei tre ragazzi rapiti, ma al tempo stesso ha definito «interesse nazionale» la cooperazione di sicurezza con Israele. Parole - subito respinte da Hamas che le ha bollate come «non utili alla riconciliazione» e accolte con cautela dal premier Benyamin Netanyahu - in un giorno segnato, l'altra notte, dall'arresto di altri 65 palestinesi (oltre 200 in totale), di cui 51 ex detenuti liberati ai tempi dell'accordo per il rilascio di Gilad Shalit. Abu Mazen - che ha parlato da Gedda in Arabia Saudita - ha detto che «i tre ragazzi sono esseri umani e devono essere restituiti alle loro famiglie». Poi ha definito «interesse dell'Autorità nazionale palestinese (Anp)» la «cooperazione di sicurezza con Israele, per evitare una nuova Intifada». Ma non per questo ha evitato di accusare il premier Netanyahu per aver sfruttato il rapimento come «pretesto per inviare truppe militari nella zone controllate dall'Anp nonostante il sequestro sia avvenuta in un'area della Cisgiordania che non è sotto la giurisdizione palestinese». Abu Mazen anche all'epoca del rapimento Shalit chiese, inutilmente, la liberazione del soldato sequestrato da Hamas nella Striscia. Da Gaza quasi immediata la risposta della fazione islamica da parte del portavoce Sami Abu Zouhri secondo cui l'intervento di Abu Mazen, in particolare il riferimento alla cooperazione di sicurezza con Israele, «arrecano danno al morale dei prigionieri e non sono utili agli sforzi di riconciliazione». «Non si conciliano - ha rincarato la dose Abu Zouhri - con gli Accordi del Cairo tra le due fazioni e con il consenso dei palestinesi». Da parte di Netanyahu la reazione è stata di estrema cautela: «Abu Mazen sarà giudicato sulla base dei suoi sforzi per restituire i rapiti alle loro abitazioni. L'esame - ha aggiunto - include l'annullamento del suo accordo di riconciliazione con Hamas». Diversa l'accoglienza del capo negoziatore israeliano Tizpi Livni secondo la quale «si tratta di parole importanti, giuste, che riflettono la realtà così com'è».