Tra Uruguay e Inghilterra è dentro o fuori
di Valentino Beccari Il piccolo Uruguay nel calcio "è tanta roba" per dirla in termini giovanilistici. Già, perché quel fazzoletto di terra che allarga le braccia tra Brasile e Argentina per affacciarsi sull'Atlantico è una delle grandi potenze del calcio mondiale. E se è vero che il football lo hanno inventato gli inglesi nel lontano 1863 è anche vero che il primo Mondiale è stato vinto dalla Celeste nel 1930. Ma il delitto perfetto gli uruguagi lo hanno commesso vent'anni dopo quando vinsero il titolo iridato al Maracanà, nel tempio del Dio pallone, battendo i favoritissimi brasiliani. Ebbene, i titolari del copyright del calcio e i pionieri della Coppa Rimet si affrontano oggi in una sfida delicatissima che sa già di "dentro o fuori" e che non si presta a calcoli a tavolino. L'Uruguay alla "prima" con il Costa Rica ha deluso e non solo per la sconfitta. Una squadra irriconoscibile rispetto a quella che aveva brillato quattro anni fa in Sudafrica. Edison Cavani è sembrato un attaccante ordinario e non un gioiello da 70 milioni di euro e Diego Furlan della meglio gioventù conserva solo i riccioli biondi ma non certo lo spunto e anche il tiro, specialità della casa. Probabile l'impiego dal primo minuto di Luis Suarez, l'attaccante più forte a disposizione del Oscar Tabarez giunto però in Brasile infortunato ma che oggi giocherà dall'inizio per creare un po' di apprensione alla non impeccabile retroguardia inglese. Non ci sarà Maxi Pereira, il Gattuso di Montevideo e non è assenza da poco considerando la fragilità del centrocampo sudamericano. E gli inglesi? Sono fiduciosi anche perché contro l'Italia la squadra ha espresso un bel gioco, soprattutto in avanti grazie alla velocità e all'anarchia tecnica di elementi come Raheem Sterling e Daniel Sturridge. Certo, nei giorni di vigilia non sono mancate le polemiche soprattutto da parte di Wayne Rooney che ha chiesto di giocare più vicino alla porta. Il ct Roy Hodgson però non sembra intenzionato a dissociarsi dal "4-2-3-1" e anche gli uomini dovrebbero essere gli stessi scesi in campo nella sfida d'esordio. Ovviamente sarà un confronto giocato sul lettino dello psicanalista con il sottile gioco di nervi che condizionerà scambi e triangolazioni ed il pallone che scotterà e non solo per il clima di San Paolo. «Ne sono certo, l'Inghilterra batterà l'Uruguay – afferma Adam Lallana, centrocampista britannico – sapevamo che eravamo in un girone difficile, ora per noi è un tutto o niente, ma prenderemo il tutto perché siamo una squadra forte ricca di talento e grandi giocatori». Per entrambe le selezioni uscire già nella fase a gironi sarebbe inaccettabile e a maggior ragione se ad accedere gli ottavi di finale dovesse essere il Costa Rica che di fronte agli inventori del calcio e ai vincitori del primo Mondiale è un paese piccolo piccolo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA