Renzi: finiti gli alibi le banche diano credito

di Vindice Lecis wROMA Il premier Matteo Renzi ha ieri riaperto il fronte del credito sferzando le banche italiane al sostegno al tessuto imprenditoriale: «Dopo l'innovazione portata da Mario Draghi e dal board della Bce non ci sono più alibi per non dare credito alle imprese» ha detto, e quindi «lo chiediamo con forza agli istituti di credito». Intervenendo alla cerimonia di apertura di Pitti Uomo a Firenze, Renzi ha sparso molto ottimismo invitando tutti a guardare al futuro: «La crisi non è finita ma può essere vinta» ha esortato. La sferzata alle banche non è piaciuta al presiente dell'Abi, Antonio Patuelli che ha replicato spiegando che «nei primi quattro mesi le banche hanno aumentato di oltrte il 26% i mutui e stanno effettuando assai cospicui aumenti di capitale che non servono solo a superare gli esami della Bce ma anche ad aumentare la capienza per nuovi ulteriori prestiti». Ma il governo non vuole lasciare sguarnito il campo della lotta all'evasione, argomento ricorrente di ogni esecutivo. E così il ministro Padoan che spiega come occorra «reprimere ogni forma di evasione» e al tempo stesso «serve un nuovo approccio, non singoli interventi». E il suo collega di governo, il ministro Poletti, ha annunciato che nella legge delega sulla riforma del lavoro è prevista un'Agenzia unica per le ispezioni. Tuttavia la pressione fiscale viene lamentata dalla Confesercenti che denuncia il tentativo di «fare cassa spolpando le imprese». Per il suo presidente Marco Venturi il governo deve evitare «la sciagurata evenienza» della «nuova tremenda batosta» del «concentrato micidiale» di Tasi, acconto Irpef, Tari, Imu a fine anno e di impegnarsi per restituire ai cittadini e imprese 10 miliardi l'anno, tagliando con coraggio la spesa pubblica. Parlando all'assemblea di Confesercenti, Venturi ha riconosciuto che ci sono segnali positivi nell'economia e nell'azione di governo ma ha anche fatto notare che il combinato Imu-Tasi rischia nel 2014 di far impennare del 100% rispetto al 2011 le imposte sulle casa; ha denunciato un aumento di 34 miliardi del prelievo fiscale tra il 2010 e il 2013 e ha ricordato che le imprese di commercio e turismo continuano a chiudere (il saldo nei primi mesi del 2014 è di - 20.807 unità). Il bonus di 80 euro (anche se c'è incertezza sulla reiterazione nel 2015) produrrà una variazione positiva nei consumi (+3,1 miliardi nel periodo maggio dicembre 2014 e 5,1 miliardi nel 2015) ma va estesa anche a lavoratori autonomi e pensionati. ©RIPRODUZIONE RISERVATA