Contatto Netanyahu -Abu Mazen

TEL AVIV Benyamin Netanyahu ha chiesto ieri ad Abu Mazen di intervenire per far tornare a casa i ragazzi israeliani rapiti e perché siano catturati gli autori del gesto, «partiti da aree che si trovano sotto il controllo dell'Autorità nazionale palestinese». Lo ha fatto telefonando ieri al presidente palestinese, che non sentiva dal 2012. Poco dopo Abu Mazen ha affidato ad un comunicato la risposta pubblica: ha «condannato» il rapimento, ma anche «la violenza» di Israele, ricordando che quelle zone della Cisgiordania non sono sotto il suo controllo. La mossa di Netanyahu è arrivata in una giornata segnata da un aumento costante della pressione nei confronti di Hamas in Cisgiordania con l'arresto di altri 40 militanti, e tra questi del presidente del Parlamento Aziz Dweik. Nella tensione crescente ieri, in scontri con l'esercito vicino Ramallah, è stato ucciso anche un palestinese di 19 anni. Sul fronte delle indagini le novità sono poche, nonostante la gigantesca operazione militare dispiegata nei Territori occupati - la maggiore dalla fine della Seconda Intifada nel 2005 - chiamata "Shvnu ahim" ("Tornino i fratelli"). Una forte emozione vissuta da tutto il Paese che ha spinto Yishai Frenkel - zio di uno dei ragazzi rapiti (Naftali Frenkel, Gilad Shaer, Eyal Ifrach) - a rivolgere un appello ai rapitori chiedendo un gesto di «compassione». Ma lo stesso premier ha ammesso che l'operazione è «complessa» e che ritrovare i tre studenti di una scuola rabbinica «potrà prendere tempo». Certo non ha fatto allentare la pressione su Hamas, con ormai oltre cento dirigenti arrestati. Né ha esitato ad ammonire la parte di Hamas nella Striscia per i razzi di questi giorni: «Risponderemo con forza» ad ogni fatto, ha avvertito. Le contromosse nei confronti della fazione islamica in Cisgiordania punterebbero all'espulsione dal territorio verso Gaza dei suoi rappresentanti.