«Con la mostra ringrazio Maggi Pisy»
PAVIA S'intitola "Impressioni" la mostra della pavese Laura Protti, pittrice per passione e allieva di Sergio Maggi "Pisy", che oggi alle 19 aprirà presso lo spazio coworking Labora di corso Mazzini 14, dove rimarrà fino al 30 luglio (dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 19, ingresso libero). In esposizione una quarantina di opere frutto di vent'anni di lavoro in un percorso che ripercorre la storia artistica di questa pittrice autodidatta dal 1993, anno in cui scelse di seguire le orme di Sergio Maggi "Pisy", suo primo ed unico maestro. «Dipingere è sempre stata la mia passione, ma non ho mai avuto la possibilità di studiare le basi tecniche – racconta Protti – Il liceo artistico ai miei tempi era a Milano, così ho fatto il Bordoni, masono rimasta fedele alla mia passione segreta. Eppure c'era sempre qualcosa che non mi convinceva del tutto. A un certo punto le cose sono cambiate». Cos'è successo? «Nel '93 ho avuto la fortuna di andare a vedere una mostra di Maggi Pisy, e gli ho chiesto di insegnarmi a dipingere. Non tanto per farne una professione, quando per vedere fino a che punto potevo arrivare. Lui acconsentì, e quando arrivai nel suo negozio di cornici in piazza Marconi mi disse: "Io dipingo Pavia e per me Pavia è mia moglie, e poi dipingo Venezia, perché Venezia è la mia amante". Iniziò a dipingere e mi disse di andargli dietro. Il soggetto era una Venezia». Come andò il primo esperimento? Bene. Da allora ogni lunedì da gennaio a maggiovado ancora "a bottega" da lui. Anche solo per fargli vedere quello che sto facendo». Che ne è stato di quel primo quadro? «Sarà anche in mostra, con una dedica speciale al mio maestro, la persona che ha liberato la mia passione. Anche se poi, io ho sviluppato uno stile mio». Che tecniche usa e quali i suoi soggetti? «Oli su carta, su tela e su legno, con una tecnica impressionista. Amo Pavia, amo l'acqua e ritraggo paesaggi anche ispirati da fotografie dell'archivio Chiolini o da foto scattate da mio marito». Un altro quadro a cui è particolarmente affezionata? «Il faro di Bretagna della locandina della mostra. Un quadro iniziato l'anno scorso, che ho interrotto e ho terminato quest'anno. Quando l'ho ripreso ho sentito la stessa magia di quando l'avevo iniziato. Il mio maestro dice che quando si riesce a vedere un quadro senza averlo ancora davanti, si è sulla strada dell'arte». (m.pizz.)