Festa dei vicini alla Scala «Il rione vuole rinascere»

di Anna Ghezzi wPAVIA Il rione Scala vuole rinascere, riaprire luoghi chiusi, ricreare legami sociali. Ieri dai palazzi la gente è scesa nel campo giochi per la festa dei Vicini, a vedere i ragazzi di Camelot e di Nuvole a soqquadro e centro Comes sfidarsi inseguendo un pallone da calcio con quelli del Baricentro, lo spazio giovani aperto dal 2007 alla Scala dall'associazione Girasole magico col Comune. Hanno vinto i ragazzi della Scala: «Sono stati bravissimi, è una soddisfazione vedere come sono cambiate le cose in sette anni nel quartiere –, spiegano la presidente di Girasole magico Manuela Vinotti e la sua vice Antonietta Andreoli – i ragazzi si sono allenati e impegnati tanto». I più piccoli si sono fatti dipingere volto e braccia da Alessandra Viola di Calypso. I clown di Vip hanno dato vita a spade e cagnolini coi palloncini. I percussionisti di Ritmo urbano hanno suonato i bidoni e le latte mentre in piazzale Salvo d'Acquisto, anziani e giovani ballavano tra gare di freccette e la merenda. «Babele fa attività qui tutto l'anno – spiega Francesca Gallotti, referente dell'associazione – col progetto City bridge, che si occupa di benessere familiare con particolare riguardo alle situazioni di difficoltà e instabilità economica e sociale». Ci sono attività educative e ricreative per bambini ragazzi, contro la dispersione scolastica. La festa dei vicini è solo un tassello del puzzle che prevede il potenziamento dei due centri di aggregazione giovanile Comes e Nuvole a Soqquadro, la riapertura dell'oratorio della Scala, l'attivazione di un centro estivo all'Ada Negri e di un laboratorio teatrale con Calypso, insieme agli interventi di sostegno scolastico con i sinti di viale Bramante e piazzale Europa in collaborazione con l'associazione Liberi Saperi. «Sembrava un quartiere morto, invece siamo qui a dimostrare che può rinascere – dice Rosa Macrì, animatrice dell'oratorio riaperto – anche grazie al Baricentro e ai ragazzi». «Non c'è più la scuola, l'oratorio non è più come un tempo, ma qualcosa si muove. Quando i miei figli erano piccoli c'era tutto, poi più nulla. Ma ora portano qui i nipotini e spero che il rione torni vivo», spiega Agnese Tronconi mentre la nipotina impara a giocare a Mondo e a Campana con altri coetanei, guidati da un signore sulla cinquantina che mostra come disegnare caselle e numeri coi gessetti giganti sull'asfalto. Rosmi Boubouana si occupa delle attività dei ragazzi della Scala, a bordo campo fa il tifo per tutti. L'altro ieri con gli inquilini Aler i volontari hanno pulito i cortili di alcuni caseggiati popolari in via Zanella. «La festa dei vicini – spiega Assuna Cescon, responsabile sociale dell'Aler – è un modo di migliorare il clima anche nelle case popolari, è molto sentita, è finanziata da un progetto di Babele con un contributo di Ubi: Aler non toglie nulla a nessuno per fare questa festa».