«Fisco più semplice per cittadini onesti»
ROMA Alla vigilia di un giorno da ingorgo fiscale, con gli italiani alle prese oggi con il pagamento di una decina di tasse e balzelli, Pier Carlo Padoan promette che il sistema sarà reso meno odioso: «L'idea del governo è duplice: semplificare drasticamente il sistema tributario, semplificando la vita del contribuente onesto, spostare il carico fiscale» dal lavoro e dall'impresa alla ricchezza finanziaria, in modo che, come avviene in altri Paesi, «a parità di gettito, ci sia più crescita e lavoro». Nello studio di "In mezz'ora", il programma domenicale di Raitre condotto da Lucia Annunziata, il ministro dell'Economia arriva riposato nonostante la notte davanti alla tv per l'esordio della Nazionale ai Mondiali del Brasile: «Dopo il gol di Balotelli sono andato a dormire - sorride - ho pensato: abbiamo già vinto». Padoan descrive il fisco che verrà e boccia il metodo adottato finora da Equitalia, pur senza nominarla: «La lotta all'evasione non si fa con i blitz ma con la costruzione costante e meticolosa di un rapporto di fiducia con il cittadino, il quale a sua volta richiede trasparenza delle regole, semplicità e chiarezza». Un lavoro, sottolinea il ministro, «che si può fare anche rapidamente», all'interno di una strategia complessiva che punta sulla trasparenza per «risolvere alla radice» i problemi. Padoan assicura che il bonus fiscale da 80 euro, attribuito ai lavoratori dipendenti con un reddito fino a 26mila euro sarà una misura permamente. «Se lo Stato dà una cifra ai cittadini e alle imprese che smetterà di essere erogata, la mettono da parte. Se la cifra è permanente, il comportamento cambia, aumenta la fiducia e si esce più rapidamente dalla crisi». Nella prossima legge di stabilità la copertura ci sarà, sottolinea. E l'ampliamento della platea dei beneficiari resta l'obiettivo del governo, a patto che ci siano le «indispensabili» coperture. Ma il ministro si mantiene prudente sull'ipotesi di una nuova manovra: «Il sentiero è stretto. Continuiamo nella direzione che abbiamo preso nei margini che abbiamo, nel rispetto dei vincoli che ci siamo dati» è la sua risposta. «Non dobbiamo perdere i benefici della stabilità fiscale e di debito che abbiamo, aggiungiamoci la dimensione della crescita» dice. I primi passi sono stati fatti, sostiene: nel provvedimento per la pubblica amministrazione adottato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri «sono contenute molte misure che aiutano direttamente le imprese», misure che, assicura, «avranno un impatto a leva, e renderanno più facile e attraente investire in Italia». In particolare, si tratta di «sgravi fiscali per investimenti, agevolazioni per la patrimonializzazione, eliminazione delle barriere che impediscono agli intermediari non finanziari di fare credito direttamente alle imprese, misure per favorire le cartolarizzazioni». Infine due battute. Sulla Guardia di Finanza, con alcuni alti esponenti del corpo colpiti dalle inchieste: «Casi individuali: l'integrità morale della GdF è fuori discussione». E sulle trattative Alitalia-Etihad: «Una compagnia di primo livello si fa con le alleanze». E i fondi di investimento stranieri non sono speculatori - sottolinea - ma agenti che pregano di investire in Italia, chiedendoci riforme: opportunità che sarebbe grave non sfruttare».(m.r.t.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA