Dall'armatore ancora un no a Piombino e Civitavecchia

Nelle ultime integrazioni inoltrate da Costa all'Osservatorio, l'armatore ribadisce il veto alle mete alternative proposte da altri consorzi di imprese: Piombino e Civitavecchia. Uno degli aspetti sostanziali sta nel fatto che a Genova la nave sarà smantellata per fasi, l'ultima delle quali (dal ponte zero alla chiglia) avverrà in un bacino di carenaggio chiuso. Le acque contenute nel relitto dopo il rigalleggiamento e l'arrivo a destinazione (86mila metri cubi) saranno raccolte in un bacino attiguo e avviate a trattamento tramite gli impianti collegati. Diversamente, tanto a Piombino quanto a Civitavecchia tutte le attività, inclusa la riemersione del relitto per mezzo di strutture sommergibili, avverrebbero in aree a mare confinate. In particolare a Piombino il sistema di gestione delle acque che verrebbe adottato nella fase finale è molto complesso e «basato nella pratica su assunzioni da verificare» in corso d'opera. «Inefficace» viene definito anche il sistema di contenimento delle acque costituito da palancolato non stagno e barriere in neoprene. Genova Voltri, ad avviso di Costa, resta dunque «il porto più adeguato a evitare impatti potenzialmente negativi» per la componente acque. Non solo. La meta ligure è la sola che non prevede dragaggi e che sarebbe pronta ad accogliere la nave nella seconda metà di luglio, quella in cui è minore la possibilità di incontrare onde superiori ai due metri.