Di Bella: «Proseguo altri 2 o 3 anni»

PAVIA Una stagione particolare quella vissuta da Fabio Di Bella, simbolo della Pavia cestistica degli ultimi anni, che oggi è alla guida del progetto Here You Can Siziano e della sua Basket School. Affrontata la scomparsa di papà Aldo lo scorso settembre – uomo di basket se ce n'era uno - Fabio ha scelto Brescia (LegaDue Gold) per stare vicino alla famiglia in un momento difficile e, al contempo, per osservare gli sviluppi del progetto tanto caro al padre. «Per motivi personali sono riuscito a restare in zona. - dice Di Bella a mente fredda –. Vicino a casa e un po' meno impegni rispetto alla Serie A, volevo stare vicino a mia madre e seguire anche la scuola basket. Con Brescia ho ancora un anno di contratto che però è rivedibile, se ne parlerà a fine mese. Voglio giocare ancora, ho 35 anni e sono alla fine di una carriera che mi ha consentito di togliermi tante soddisfazioni. Ma mi sento fisicamente bene, ancora due o tre anni posso farli giocando a livelli alti». Intanto l'Here You Can Siziano va avanti con le proprie gambe: «Va avanti bene, dietro c'è mia sorella Paola che nonostante sia in Svezia per lavoro sta gestendo la scuola ancor meglio di quanto facesse mio padre, con dedizione e passione. Quando si ha a che fare con lo sport e coi bambini le motivazioni non mancano mai e abbiamo uno staff con basi solide che riesce a gestire e fare tutto in maniera ottimale. Già quest'anno ho cercato di dare presenza costante ai ragazzi della scuola, questo sarà il futuro della mia famiglia e dei nostri collaboratori. Vorrei restare nell'ambiente cestistico: la mia esperienza di giocatore ha contribuito alla nascita di questa scuola». Un progetto che è partito da Siziano e si è allargato ai confini di Pavia, con l'idea finale è di arrivare in città: «Io sono cresciuto a Pavia ai tempi in cui c'erano Annabella e poi Fernet Branca; attorno a questa squadra c'era movimento, passione. Questo ci ha spinti e il nostro ultimo fine è quello di arrivare in città, ma siamo partiti da un territorio che di basket ne conosceva e ne ha visto poco, sensibilizzandolo. Sicuramente vorremmo arrivare anche a Pavia: a quel punto vorrà dire che abbiamo lavorato bene coinvolgendo i comuni limitrofi. Abbiamo già toccato qualche scuola del capoluogo, ma andiamo per gradi. Il prossimo evento nel capoluogo sarà il Memorial Aldo Di Bella a settembre: una giornata di festa, spero al Palaravizza, che vuole coinvolgere tutti i ragazzi e spero che il popolo pavese partecipi». Con il gran caos degli ultimi anni soprattutto a livello giovanile tra società fallite, rinate e fusioni varie, Di Bella ha le idee chiare su quale sia la chiave: «Ogni società ha i propri obiettivi. Se sono gli stessi ha senso unirsi, altrimenti no. Ora come ora siamo ancora indietro per pensare a queste cose e forse abbiamo obiettivi diversi. Noi lavoriamo con bambini che prima non avevano mai giocato a pallacanestro e cerchiamo di accrescere il livello di tutti. Io voglio dare qualcosa in cambio alla pallacanestro, perché mi ha dato tanto e la nostra scuola vuole dare visibilità a ragazzi che hanno meno. In tre anni i nostri iscritti sono passati da 40 a più di 600, ma non vogliamo bruciare le tappe». Marco Barzizza