«Il nostro omaggio a Narciso Cassino»

VIGEVANO Da sabato al 24 agosto il castello Sforzesco di Vigevano ospiterà la mostra antologica "Natura corpo spirito" di Narciso Cassino, grande scultore lomellino di cui quest'anno cade il centenario dalla nascita. Dalla prima mostra nel 1936 fino alla scomparsa nel 2003 Cassino, originario di Candia Lomellina, è stato uno dei protagonisti della scultura italiana, in particolare nel campo dell'arte sacra. Il professor Giuseppe Castelli, curatore della mostra, ci spiega chi era Narciso Cassino. «L'artista rimane attraverso le sue opere. Cassino ha lavorato per committenze importanti, realizzando soprattutto intorno a tematiche religiose sculture che sono tutt'oggi sotto agli occhi del pubblico in contesti importanti, ad esempio il gruppo di Don Orione esposto all'esterno del Duomo di Milano. Dal punto di vista personale, ho conosciuto e frequentato Narciso per lunghi anni. Era un uomo riservato, pacato, mai una volta l'ho visto trascendere. Il suo tratto distintivo era l'immensa gentilezza». Qual'è lo spirito della mostra? «Il titolo indica i tre filoni che abbiamo deciso di seguire. La natura cui facciamo riferimento è la Lomellina, terra natale dell'artista, ritratta nei dipinti in mostra. Dal punto di vista pittorico Cassino non ha innovato nulla, era un paesaggista tardo romantico; quello che spicca è l'amore e il rapporto con la terra natale che mai ha voluto abbandonare. Nei suoi quadri emergono scorci inediti di una Lomellina di 40-50 anni fa. Un altro tema fondamentale della sua carriera è il corpo: sono rimasti celebri i suoi studi del movimento, i massimi esempi dei quali si hanno nelle cosiddette "Danzatrici", in cui è forte l'eredità di Francesco Messina. Lo spirito sintetizza la parte fondamentale del percorso artistico di Cassino, vale a dire l'arte sacra». Da cosa ha origine la dedizione di Cassino alle tematiche religiose? «Era una persona profondamente credente; la fede l'ha accompagnato e sostenuto per tutta la sua vita, anche nei momenti più difficili. In mostra sarà possibile vedere, ad esempio, alcuni dei gruppi bronzei da lui realizzati su temi ed episodi della Divina commedia; opere premiate a Ravenna durante un concorso, per citare uno tra i tanti premi che ha vinto. Il materiale che gli era più congeniale è il bronzo. Per le sue opere prendeva a modello i personaggi del suo paese natale, i vicini, e riportava i loro lineamenti anche in raffigurazioni di carattere solenne. Tra le sue opere più importanti, per restare in Provincia, basti citare il gruppo "Mater Dei" che sovrasta il Santuario della Madonna della Guardia a Tortona» Qual è, a suo giudizio, l'opera più importante tra le 51 in mostra? «Come copertina dell'esposizione abbiamo voluto un bellissimo David in bronzo, degli Anni '60. E' un'opera che Cassino ha donato al suo paese natale, Candia, ancora oggi è visibile in una nicchia nella sala del consiglio comunale. E' un'opera straordinaria per la naturalezza con cui è raffigurato, a grandezza quasi naturale, questo giovinetto, David, quasi sorpreso dall'enormità del gesto appena compiuto: tagliare la testa del gigante Golia con il coltello che ancora regge in mano». Riccardo Catenacci