S. Spine in Duomo, appello del vescovo «La società sia unita»
PAVIA Duomo gremito per la celebrazione delle Sante spine: la comunità diocesana pavese si è stretta attorno al vescovo, Monsignor Giovanni Giudici, che mercoledì sera ha festeggiato il cinquantesimo anniversario della sua ordinazione sacerdotale. Durante la cerimonia il vicario Adriano Migliavacca ha letto i pensieri di auguri di Papa Francesco, di Vittorio Lanzani e di Paolo Magnani, vescovo emerito di Trento. Poi ha donato a Monsignor Giudici un anello, simbolo del legame sponsale che lo lega alla sua comunità, e un libro intitolato «Una speranza affidabile» con prefazione di Enzo Bianchi. Dopo aver ringraziato di cuore tutti i fedeli, nella sua omelia Monsignor Giudici si è soffermato sul valore simbolico delle spine di Cristo. «La spina per cui Gesù ha sofferto maggiormente – ha spiegato – è stata quella della divisione e del contrasto, perché egli è venuto sulla terra per formare una sola famiglia di Dio». «Voi non siete più né ospiti né stranieri, ma concittadini dei santi e familiari di Dio», ha detto Monsignor Giudici, citando le parole dalla lettera di San Paolo apostolo agli Efesini e sottolineando il ruolo di inclusione che la comunità dei credenti è chiamata ad assumere nei momenti di difficoltà. «Dobbiamo abbandonare il nostro gretto e selvatico egoismo: la Chiesa deve farsi simbolo dell'unità del genere umano». Il vescovo si è detto preoccupato per la dilagante deriva scettica, perché «lo scetticismo nei confronti della politica e della società – ha detto – fa arenare i nostri cuori in una spiaggia deserta». Dopo essersi espresso a favore del compimento del cammino della Comunità europea, il vescovo ha aggiunto: «se non impareremo a vivere insieme, sarà difficile far ripartire l'economia e darle un volto equo e rispettoso delle persone. Allo stesso modo sarà difficile migliorare i settori dell'educazione e della sanità». Arianna Filippini