L'invasione dei bruchi al parco della Vernavola

La Thaumetopoea processionea, ovvero la processionaria della quercia, predilige roveri, roverelle e farnie, come quelle del parco della Vernavola. Si chiama così perchè, quando si muovono, lo fanno in fila indiana, tutte dietro la prima larva. Le larve sono attive defogliatrici e posseggono peli urticanti che possono scatenare gravi reazioni nell'uomo e negli animali, a contatto con la pelle o con le mucose. Gli adulti sono invece farfalline triangolari di colore grigiastro, con sfumature nocciola e con striature trasversali brunastre. di Anna Ghezzi wPAVIA Macchie e rigonfiamenti, prurito, asma: sono le reazioni allergiche causate dai pelucchi urticanti della processionaria, quel bruco peloso che in primavera ed estate infesta pini e querce, facendo nidi e mangiandone le foglie. A pagarne le conseguenze sono stati alcuni gruppi che nel finesettimana hanno organizzato picnic nel parco della Vernavola, sui tavoli sotto le farnie che si incontrano dopo il ponticello, entrando dall'ingresso accanto al maneggio. Due tavolate, il picnic di primavera dei Gruppi d'acquisto solidale di Pavia, un gruppo di ciclisti, mentre i pescatori della manifestazione benefica, riferiscono le guardie ecologiche, sarebbero stati risparmiati. «L'anno scorso c'erano i bruchi in giro, quest'anno non se ne sono visti – spiega Pierangelo Monni, uno dei Gastronauti – E la dermatite si manifesta solo il giorno successivo». Così non ci si accorge di nulla e si resta nel luogo infestato. Gavino Starone conferma: «Vicino a dove eravamo noi non si vedevano nidi, ne ho identificati alcuni solo più avanti, in basso». «Il problema è che i peli volano nell'aria e sono urticanti – spiega Lucia Macli – Io ho dovuto portare la bimba dalla pediatra perché al nido credevano fosse varicella, quindi per ricominciare a frequentare devo presentare il referto». «Mio figlio dopo cena dopo cena ha iniziato a sentire prurito sulla pancia, poi si è esteso al collo con puntini diventati rigonfiamenti delle dimensioni di una grossa oliva o piccola albicocca – spiega Anna Massari – poi anche braccia e mandibola. Abbiamo passato una notte in bianco con docce fresche ogni 45 minuti». All'ingresso del parco c'è solo un cartello che avverte del pericolo processionaria, invitando a fare attenzione sotto gli alberi. Il Comune ha regolarmente svolto «l'intervento fitosanitario per i lepidotteri defogliatori nelle zone più utilizzate dai pavesi, in particolare in prossimità di tavoli e panchine», spiegano dall'ufficio Ecologia. Eppure di processionarie ce ne sono a centinaia: «È una primavera particolare – spiega Riccardo Groppali, entomologo dell'università di Pavia – quest'anno sono di più rispetto all'anno scorso. Ogni insetto ha le sue esigenze, difficile prevederne lo sviluppo: possiamo solo osservare i risultati, che ci dicono che quest'anno le processionarie sono molto numerose». Nel caso particolare si tratta di processionaria della quercia, da distinguere dall'Iphantria che, solitamente, invade anche le case. «Si sviluppano soprattuto dove ci sono più alberi ravvicinati – spiega Groppali –. La processionaria può provocare asma, congiuntivite o orticaria. I pelucchi urticanti possono dare fastidio se finiscono negli occhi, e nelle persone sensibili possono provocare crisi asmatiche».