Storie di sangue tra le pareti domestiche

Delitti o tentati omicidi in famiglia. Più volte, negli ultimi anni, la cronaca si è occupata di violenza tra consanguinei. L'episodio più recente si è verificato a San Martino Siccomario, lo scorso mese di maggio. GIuseppino Sozzi, ex infermiere di 74 anni, colpisce più volte a martellate la moglie che sta dormendo, Enrica Maria Calvi, 58 anni. Nonostante le gravissime ferite, la donna sopravvive anche se in condizioni critiche. Meno di un anno prima, la scintilla della violenza scocca a Motta Visconti. Paola Passalacqua, 57 anni, colpisce il padre Luigi, di 88 anni, con una decina di coltellate. Ferite che si rivelano letali. Poi, dopo avere tentato di tagliarsi le vene, si impicca utilizzando la cinghia di una tapparella. In questo caso, la motivazione è probabilmente da cercare nel forte stato di depressione della donna. Risalendo indietro nel tempo si arriva a un altro omicidio. Questa volta si tratta dell'ennesimo atto di sopraffazione del marito sulla moglie. Siamo a Landriano nel luglio 2013. Marco Malabarba, 38 anni, aggredisce la moglie, Tiziana Rizzi, di 36 anni. L'afferra per le spalle e la sgozza con un coltello utilizzato per tagliare il pane. Il processo a carico di Malabarba, con il rito abbreviato, inizierà il 17 settembre davanti al tribunale di Pavia. Un altro caso tragico di omicidio suicidio, anche se non tra consanguinei, è quello che si verifica la sera dell'Epifania 2013 a Miradolo Terme. Domenico Siviglia, 44 anni, si presenta davanti allo studio dentistico nel quale lavora la fidanzata. Ha due pistole. Prima spara a un odontotecnico che lavora nello studio , Fabio Facchini, di 47 anni e lo uccide. Poi rivolge la pistola contro di sè e si toglie la vita sotto gli occhi della fidanzata.