Pavia, Natuzza Evolo la lunga e misteriosa storia di una mistica
Giovedì alle 18 alla libreria Feltrinelli di Pavia, Piersandro Pallavicini presenterà il suo nuovo romanzo, "Una commedia italiana", in compagnia di Pierangela Fiorani, direttrice della Provincia Pavese. Pallavicini è nato a Vigevano, ma da oltre 20 anni è pavese d'adozione. Il romanzo è uscito per Feltrinelli a metà aprile riscuotendo un notevole successo di critica e un crescente apprezzamento da parte dei lettori. Come diceva Monicelli della commedia all'italiana nel cinema, è un libro che tratta temi seri (la vecchiaia, la famiglia, la discriminazione del genere maschile verso quello femminile) con un approccio umoristico, ironico e a tratti comico. E' notizia di questi giorni che "Una commedia italiana" sarà uno dei tre finalisti del Premio letterario Città di Vigevano (premiazione 18 ottobre). PAVIA Venerdì alle 18, al collegio Cairoli (piazza Cairoli 1), il giornalista di Avvenire Roberto Italo Zanini parlerà del suo ultimo libro "Natuzza Evolo. Come Bibbia per i semplici" (San Paolo). Per le sue stimmate Natuzza è stata spesso avvicinata a Padre Pio. Parteciperanno all'incontro anche il teologo e politologo padre Bartolomeo Sorge - già direttore di Civiltà Cattolica e di Aggiornamenti Sociali – padre Michele Cordiano, direttore della Fondazione "Cuore Immacolato di Maria rifugio delle Anime" a Paravati (paese natale di Natuzza Evolo), e il teologo Natale Benazzi della San Paolo. L'evento, a ingresso libero, è promosso e organizzato dal Cenacolo di Pavia. Zanini, chi era Natuzza Evolo? «Era una veggente, ma anche una moglie e una mamma di cinque figli, nata a Paravati, cittadina della Calabria, nel 1924 e morta nello stesso luogo nel 2009. Questa donna si trova al centro dell'attenzione fin da bambina, quando sul suo corpo iniziano a comparire i segni della passione, durante la Quaresima le stimmate, e, negli ultimi giorni della Settimana Santa, anche i segni della corona di spine. Quasi ogni giorno ha la possibilità di dialogare con Gesù e con la Madonna, riuscendo a trasmettere agli altri quanto riceve da questi dialoghi spirituali. E' in questo modo che lei riesce a diventare una "Bibbia per i semplici", come da titolo del libro». Cosa la rende un caso unico al mondo, nella storia della Chiesa? «Oltre al fatto che le sue piaghe a volte assumono forme di croce, di ostia e di figure oranti, la particolarità è che fin da ragazzina ha delle sudazioni di sangue sulle quali si formano disegni e scritte in tutte le lingue. Spesso in latino, greco e aramaico antico. Se si pensa che Natuzza Evolo era un'analfabeta e parlava per lo più il calabrese stretto, questo aspetto è particolarmente interessante. Ma fu anche uno dei motivi per i quali, da ragazzina, venne portata per qualche mese nel manicomio di Reggio Calabria e sottoposta alle cure psichiatriche». Le scritte a cosa si riferiscono? «Sono invocazioni, preghiere, giaculatorie, inviti a pregare Gesù e la Madonna, e anche qui compaiono delle ostie con la scritta "Ihs"» Qual è stato l'atteggiamento delle persone intorno a Natuzza? «Il primo a non credere che quelli di Natuzza Evolo siano problemi isterici, tanto da cominciare ad osservare attentamente questo fenomeno, è il suo medico curante in manicomio. Dopo di che la storia della mistica è diventato un caso molto studiato». La posizione della Chiesa, qual è stata e qual è oggi? «La chiesa si è mossa con prudenza. C'è stato un periodo in cui il vescovo ha vietato a Natuzza Evolo di ricevere persone, veto che lei ha rispettato. Gli ultimi due o tre vescovi, però, si sono resi conto del fatto che il fenomeno c'era e che i frutti dello Spirito Santo erano tanti e positivi, non si poteva negare. Non è una caso che al suo funerale fossero presenti sette vescovi e un centinaio di sacerdoti, quasi tutta la conferenza episcopale della Calabria». Marta Pizzocaro