I ragazzi studiano cibo e agricoltura Boom di iscrizioni

PAVIA Si riparte dalla terra, dalla coltivazione, dall'allevamento. Si torna alle origini per sfidare la crisi, a quell'agricoltura che non solo aratro e trattore, ma è competenza multifunzionale e innovazione. E può fare da traino all'occupazione. Lo credono i giovani che scelgono gli istituti agrari, con un aumento di oltre il 30% degli iscritti in Lombardia, il 40% in provincia di Pavia, negli ultimi 5 anni. In Lombardia sono circa 15mila gli imprenditori agricoli e coloro che collaborano nella gestione di aziende agricole, 1200 in provincia di Pavia. I dati arrivano da Coldiretti che parla di «numeri importanti e in costante crescita dall'inizio della crisi a oggi». «Segno che anche qui i giovani vedono un futuro nell'agricoltura e nell'agroalimentare – sottolinea Wilma Pirola, presidente di Coldiretti Pavia –, settori che rappresentano uno sbocco importante». All'istituto tecnico agrario di Voghera "Carlo Gallini" le iscrizioni sono passate da 130, nel 2009, a 169 nel 2013 (+30%), mentre l'istituto professionale per l'agricoltura e l'ambiente "Ciro Pollini" di Mortara, secondo i dati dell'Ufficio scolastico regionale, nell'anno scolastico 2013-2014 ha raggiunto in prima i 192 iscritti, contro i 130 del 2009-2010. Che significa un più 50%. E complessivamente, in provincia, si è passati da 1200 a quasi 1400 studenti, mentre in Lombardia da 8mila, nel 2009, si è arrivati quest'anno a circa 10mila. Pavia diventa quindi la terza provincia lombarda, dopo Brescia e Bergamo, per numero di studenti iscritti a istituti agrari. «I giovani hanno visto prima e meglio di altri dove ci sono reali prospettive per far tornare a crescere l'Italia – sostiene Giovanni Roncalli, direttore di Coldiretti Pavia –. È in atto una vera rivoluzione, che punta su quei settori che garantiscono un valore aggiunto anche alla nostra provincia, a partire dal territorio e dall'agricoltura». A livello nazionale quasi un ragazzo su quattro cerca una prospettiva di lavoro nell'italian food: il 23 per cento degli iscritti al primo anno delle scuole superiori tecniche e professionali ha scelto per il 2013-14 un indirizzo legato all'agricoltura o all'enogastronomia, fanno sapere da Coldiretti Lombardia. «Le nuove generazioni tornano in campagna spinti dalla passione o per mantenere in vita l'azienda di famiglia – aggiunge Pirola –. Oggi le imprese sono in mano a ragazzi sempre più preparati, la maggior parte di loro ha conseguito titoli specifici come quello di perito agrario o di agrotecnico, fino alle lauree scienze agrarie, viticoltura ed enologia. Ma non mancano nemmeno ragazzi che hanno compiuto studi diversi». Il 15% dei giovani agricoltori possiede una laurea, il 68% ha un diploma superiore e utilizza le nuove tecnologie come siti web, facebook e twitter per promuovere la propria impresa che, nel 60% dei casi, è multifunzionale. La vendita diretta in azienda o nei farmers' market è l'attività più praticata (45%). «Per il loro futuro – sottolinea Roncalli – sognano una burocrazia che rubi meno tempo al lavoro e una giusta redditività per le proprie aziende». Stefania Prato ©RIPRODUZIONE RISERVATA