ELEMENTARE DI SALICE TERME
In queste pagine vengono pubblicati i racconti che sono stati pubblicati dagli alunni e delle alunne della scuola primaria di Salice Terme La fantasia dei bambini e bambine evoca dal mondo delle favole personaggi nuovi o reinterpretati. Prevale il sentimento dell'amicizia e della battaglia tra bene e male. Le vicende hanno sempre un lieto fine, ma con sfumature a volte tristi persino drammatiche. Storie che hanno molto da comunicare anche agli adulti. L'unicorno magico e la sua amica In un bosco incantato viveva un unicorno bellissimo. Un giorno scappò e una bambina di nome Angelica lo vide e lo rincorse. L'unicorno era andato in un altro bosco magico dove c'era una fata buona che lasciò passare la bambina. Lei aveva una borsa magica e quando ritrovò l'unicorno ne estrasse una mela così l'unicorno diventò suo amico. La bambina andava spesso a giocare con il suo amico. Un giorno la fatina del bosco si sentì male: sua sorella era disperata perché non riusciva a curarla. Quando Angelica andò a giocare con il suo amico unicorno, venne a sapere di quel fatto. Allora prese una mela fatata dalla sua borsa magica e la diede alla fatina malata. Subito la fatina guarì perché quella mela faceva guarire le persone buone. Da quel giorno Angelica potè tornare sempre a giocare con i suoi amici del bosco fatato e così vissero felici e contenti. Adelaida Aprodu Chicco alla ricerca della strega Matilde C'era una volta un bambino di nome Chicco: gli piaceva andare a dormire sotto il salice del suo giardino, Mentre stava sognando vide Azzurra, la sua amica unicorno. Chicco voleva andare a sconfiggere la strega Matilde. Allora Azzurra gli disse: «Sei pronto per andare al Polo Nord? Incontrerai dei nuovi amici». Infatti Chicco vide una lumaca di nome Seba che gli disse: «Ti regalo una mela». E poi aggiunse: «Andiamo al Polo Nord!». Arrivati al Polo, furono colpiti da un forte vento. Chicco vide una bambina di nome Francesca che lo portò a casa sua per farlo riscaldare e gli regalò un giubbotto di pelliccia. Finalmente ora Chicco poteva affrontare la strega! La trovò in mezzi ai ghiacci con la bacchetta in mano ma Chicco le lanciò la mela fatata e cadde morta. Allora Chicco chiamo Azzurra ed insieme tornano a casa in Italia. A quel punto Chicco si svegliò e senti la mamma che diceva di andare a tavola ... Lisa Attanasio La rana e il suo amico Pierino Pierino era un bambino solitario. I suoi amici era gli animali del bosco: una rana, uno scoiattolo e una lepre. Un giorno Pierino stava andando a trovare la nonna. Lungo la strada incontrò il suo amico Rospo che gli disse: «Pierino vieni, dobbiamo andare in missione». Pierino gli chiese: «Cosa dobbiamo cercare?». «Dobbiamo andare a liberare i nostri amici che sono stati rapiti da un drago sputa fuoco». Cammina, cammina, erano arrivati in Asia e lì trovarono una roccia con infilata una spada. La Rana disse a Pierino: «Tira fuori la spada da quella roccia». Pierino la estrasse ed ecco apparire una porta dov'erano intrappolati i loro amici con, a guardiano, un drago sputa fuoco. Pierino decise di affrontarlo. Il Rospo gli disse: «Ehi Pierino guarda là: c'è un grande stagno!». Pierino prende un po' di acqua e annacquò il drago, che si spense. Gli amici del rospo e di Pierino furono liberi. Alla fine Pierino tornò a casa e salutò la mamma. Christian Bortolazzi Mimmi alla ricerca del puledro magico C'era una volta una bambina americana di nome Mimmi che aveva dei poteri magici. Un giorno il suo amico drago di nome Ambar le disse che il loro amico, il puledro magico Zor, era stato rapito. « Veramente?», chiese Mimmi. «Purtroppo sì», rispose Ambar. «Andiamo subito a cercarlo». Mimmi e Ambar si misero subito in viaggio e con le ali magiche di Mimmi, volarono fuori dall'America e andarono in Africa. Durante il viaggio incontrarono uno stregone seduto sulla schiena di un gorilla: «Sei uno stregone buono?», gli chiese Mimmi, « No, cioè sì» rispose lo stregone. Mimmi non era tanto convinta e quindi se ne andò via, ma lo stregone aveva uno strano oggetto che riportò Mimmi da lui. L'oggetto era la "Corda - colla" che lo stregone usava per catturare chi aveva dei poteri magici come Mimmi, per rubarglieli e diventare più potente. Mimmi però riuscì a fuggire con l'aiuto di uno scettro che annullò il potere della "corda - colla". Mimmi e Ambar continuarono il viaggio per cercare il puledro. Intanto Mimmi aveva trovato nella borsa un pezzo di carta bianca e con la sua polvere magica disegnò la piantina del luogo in cui si trovava il puledro. Appoggiando un fiore magico sulla carta, disegnò anche il puledro, ma dove c'era lui c'erano anche lo stregone e il suo gorilla che volevano ucciderlo per avere i suoi poteri. Allora Mimmi disse ad Ambar di andare svelto perché era rimasto poco tempo per salvare Zor. Arrivati in un posto chiamato Lambare, trovarono il puledro e lo liberarono. Con l'aiuto del diamante accecarono lo stregone e con lo scettro fecero diventare buono il gorilla. La brutta avventura era finalmente finita e poterono finalmente ritornare tutti a casa. Giulia Bevilacqua Gli amici buoni Una mattina un bambino di nome Samuele stava facendo l'intervallo a scuola con Federico. I due stavano giocando quando Federico venne preso in giro da Giovanni. Samuele disse: «Non si prendono in giro i compagni!», ma Giovanni si era arrabbiato tanto e Samuele era nei guai. Allora Samuele decise di affrontare Giovanni con l'aiuto dei suoi amici Laura e Luca. Laura gli diede una benda e invece Luca una piuma di uccello. Samuele coprì gli occhi di Giovanni con la benda di Laura e con la piuma di piccione di Luca gli fece il solletico. Giovanni, scosso dalle risate, chiese scusa a Federico e da allora non lo prese più in giro e furono tutti amici. Silvia Maria Bina Sofia alla ricerca dell'unicorno dei sogni Sofia era una bambina povera.Il suo sogno più grande era di vedere un unicorno. Un giorno Sofia decise di cercare un libro sugli unicorni, allora andò in camera di sua mamma, aprì una botola e trovò un vecchio libro: sopra c'era scritto «L'unicorno dei sogni», allora Sofia andò in camera sua e si mise a leggerlo. Il libro diceva che l'unicorno era nella foresta incantata, ma prima c'era la palude dove c'era una brutta strega cattiva e, come se non bastasse, piena di rughe. La bambina andò a chiamare la sua amica Annica e le chiese di aiutarla nel viaggio. Le due bambine presero quattro sassi, due sacchetti pieni di sabbia, due mele, una corda e partirono.Camminarono per un po', finché Sofia vide la palude, allora ci andarono, incontrarono la strega e iniziarono a tirarle i sassi e la sabbia. Mentre la strega era accecata, la legarono con una corda.Poi Sofia vide l'unicorno imprigionato e lo liberò, ma lui era molto debole così Sofia gli diede le due mele fatate e subito l'unicorno si rimise in forze e disse alle bambine che le avrebbe portate lui a casa, e da allora furono amici per sempre. Beatrice Bonda Marta alla ricerca dell'unicorno alato Marta era una bambina molto povera e non aveva molto cibo. Un giorno, leggendo un libro, vide la foto di un unicorno e sotto c'era una frase: «Questo unicorno è molto raro perché ha i capelli biondi e una ciocca rosa e fa apparire tutto quello che vuoi e si trova nel bosco incantato». «Wow è bellissimo», disse Marta. Subito chiese a tutti se sapevano dov'era, ma nessuno lo sapeva, così Marta dovette andare da sola a cercarlo. «Mi piacerebbe un sacco averlo, così quando gli chiederei qualcosa la farebbe apparire o anche diventargli amica». Ad un certo punto Marta entrò in un bosco e vide una sagoma nera. «Ciao bella bambina» disse la sagoma nera.«Chi sei?», gridò Marta spaventata. «Io sono Greta la strega del bosco». «Sei una strega buona?». «No, cioè sì, piccolina». Marta non era molto convinta quindi scappò a gambe levate.Il giorno dopo si fece coraggio e tornò nel bosco dove riuscì a vedere l'unicorno. Marta trovò nella sua borsa una mela e gliela diede, ma subito l'unicorno scappò perché aveva sentito arrivare la strega. «Aspetta» disse Marta. «Ciao, di nuovo bimbetta, ti ricordi di me? Sono Greta la strega». Marta tirò fuori dalla sua borsa un sasso che come per magia si illuminò e lo lanciò alla strega, ma le si spostò e le lanciò del fuoco. Marta lo schivò e con un altro sasso magico riuscì a colpire la strega maligna che scomparve nel nulla. Marta potè andare dall'unicorno e diventarono amici, così furono felici per sempre. Anna Ceccarello Il mondo di mattoncini C'era una volta un supereroe di nome Super Leo. Un giorno cadde in un pozzo. Era tutto nero e non si vedeva nulla, ma poi sul fondo vide una porticina che portava a un mondo magico fatto di lego. C'era un grande palazzo con tantissima erba attorno e dietro delle montagne. Leo non vedeva niente oltre, stava per andarsene quando una voce lo fermò: era un piccolo omino di lego con il suo cane che gli disse: «Vieni dentro al palazzo!». Stavano per entrare quando grandi nuvoloni si affollarono in cielo e da lì sbucò fuori una strega malefica. «Entriamo presto!», disse l'omino, ma la porta era chiusa e allora Super Leo decise di affrontare la strega. L'omino le diede delle ortiche e il cane il suo guinzaglio. Super Leo li lanciò contro la strega: il guinzaglio la legò e le ortiche la bruciarono. Così tutti i cittadini fecero una festa. Infine l'omino lo riportò alla porticina che lo fece tornare a casa felice e contento. Leonardo Bariani