Corruzione, si accelera sul decreto

di Maria Rosa Tomasello wROMA Il governo accelera l'iter del provvedimento con cui saranno conferiti poteri più ampi al presidente dell'Autorità anticorruzione Raffaele Cantone, atteso ieri in Consiglio dei ministri e poi rinviato per concentrarsi, spiega il Guardasigilli Andrea Orlando «su un tema di grande rilevanza» come la Tasi. In arrivo c'è anche il ddl anticorruzione: «È pronto - chiarisce - però le norme penali ci sono, vanno integrate e le integreremo». Il varo del "pacchetto", dunque, è «imminente». Il ministro Maria Elena Boschi parla di tempi stretti: «Immagino che già la prossima settimana possano essere conferiti i poteri a Cantone, stiamo lavorando alla misura e credo che nel più breve tempo possibile possa essere approvata. La guardia è alta». L'esecutivo punta soprattutto a un rafforzamento della prevenzione «nelle procedure che riguardano appalti, controlli e verifiche sulla correttezza dei lavori» spiega Boschi, a cui si aggiunge l'ipotesi, lanciata dal premier Matteo Renzi, di un "daspo" per i politici, che potrebbe ora essere esteso anche agli imprenditori. Il Pd, ferito dal coinvolgimento del sindaco di Venezia Giorgio Orsoni (vicino al partito, ma non iscritto), tiene la barra dritta: «Non si tratta di scaricare qualcuno, ma il nuovo Partito democratico non fa sconti a nessuno sulla legalità» dichiara il vice segretario Debora Serracchiani. «Sono ore di avvilimento - fa l'ex segretario Pierluigi Bersani – emergono comportamenti criminali che, se confermati, meritano una punizione severa». Il rinvio del decreto sull'Authority però crea inquietudini. Il governatore lombardo Roberto Maroni parla di scelta «incomprensibile»: «Dopo le elezioni Renzi si è un po' addormentato» accusa, e anche il sindaco Giuliano Pisapia si dice «deluso»: «Ogni giorno perso è un giorno di preoccupazione in più, e invece abbiamo bisogno di fiducia». Cantone però è tranquillo: «Meglio prendere più tempo per fare le cose bene» dichiara. Il magistrato si dice «entusiasta» ma non ci sta a fare la comparsa: «Voglio poter fare le cose: non mi sono dimesso dalla magistratura, il mio posto in Cassazione è sempre disponibile». Non chiede «poteri straordinari, né speciali», e del lavoro che lo aspetta dice: «Non è che per ogni emergenza serve un commissario. Sull'Expo può avere senso, perché ci sono termini stretti. Sul Mose i temi sono già superati da tempo. Credo che non abbia alcun senso». Cantone ribadisce infine di non avere mai chiesto la revoca degli appalti in corso: «Sarebbe fuori dal mondo, ma mi pongo il problema se in futuro non sia da imporre una regola per la quale chi si macchia di corruzione non possa continuare a ottenere appalti». Ma se «le regole devono evitare che i ladri la facciano franca», la corruzione, dice pessimista, «è impossibile da impedire, come i furti: il primo è stato nel Paradiso terrestre». È il disincanto che affiora nelle parole del Procuratore nazionale antimafia Franco Roberti: «Tante indagini ci dimostrano che la corruzione, come la mafia, non è un problema emergenziale, ma endemico». Si muove anche la Corte dei conti: i magistrati contabili hanno istituito una commissione d'indagine sul caso Mose «per l'accertamento di tutte le procedure di controllo effettuate negli anni in merito all'opera». Un primo rapporto dovrà essere pronto entro 15 giorni. Il pg Salvatore Nottola ha inoltre aperto un fascicolo per "atti relativi" alla vicenda ed eventuali responsabilità di magistrati della Corte dei conti. «Casi individuali di corruzione o comportamenti illeciti saranno puniti con la massima sollecitudine e severità» dice il presidente Raffaele Squitieri. A scuotere la Corte è il coinvolgimento del giudice contabile Vittorio Giuseppone, indagato nell'inchiesta veneziana con l'accusa di aver ricevuto per quasi dieci anni uno "stipendio" di 300-400 mila euro l'anno per «accelerare - scrive il gip - le registrazioni delle convenzioni presso la Corte dei conti da cui dipendeva l'erogazione dei finanziamenti concessi al Mose» e «ammorbidire i controlli». ©RIPRODUZIONE RISERVATA