Rifiuti chimici, Varese aveva detto no

La Elcon è una società fondata ad Haifa, in Israele, nel 2003 e ha sviluppato una tecnologia per lo smaltimento e la depurazione di reflui industriali che prevede un trattamento chimico fisico dei rifiuti liquidi (pericolosi e non), principalmente scarti di aziende chimiche e farmaceutiche. Il sistema, secondo le caratteristiche indicate dall'azienda, permette la riduzione dell'impatto ambientale del processo di smaltimento e anche un abbattimento dei costi. Il primo impianto a utilizzare la tecnologia Elcon è quello di Haifa, operativo dal 2004. L'impianto è all'interno della città di Haifa, che conta circa 270mila abitanti. A Castellanza la Eclon Recycling voleva costruire un impianto di trattamento che costituiva una versione aggiornata rispetto a quello israeliano. Prevedeva il trattamento di 175mila tonnellate annue di reflui: l'80% costituito da acqua, il 10% da residui organici e il 10% inorganici. Il progetto presentato nel Comune in provincia di Varese prevedeva un investimento di 20milioni di euro, ma riguardava anche la bonifica dei 130mila metri quadrati dell'area ex Montedison. A Garlasco si parla di un impianto per lo smaltimento di rifiuti farmaceutici che devono essere smaltiti in impianti speciali da società specializzate. Le caratteristiche del progetto proposto a Garlasco saranno però precisate nel corso degli incontri con l'amministrazione comunale. di Lorella Gualco wGARLASCO E' l' israeliana Elcon la società che ha preso contatti con il Comune per l'eventuale realizzazione di un impianto di smaltimento di rifiuti farmaceutici. Si tratta di un colosso nel settore della tecnologia applicata al trattamento di rifiuti e alla depurazione. L'attenzione della Elcon per l'Italia e per la Lombardia non è una novità. La società, fondata ad Haifa nel 2003, aveva puntato in passato su Castellanza, in provincia di Varese. Il progetto presentato nel 2012 prevedeva un impianto capace di trattare 175mila tonnellate annue di reflui. La proposta della società israeliana aveva suscitato una vivace reazione in zona incontrando interesse, ma anche la decisa opposizione di gran parte della popolazione che si era organizzata in comitati avviando una dura battaglia contro il progetto. Una battaglia vinta perchè nei primi mesi di quest'anno il progetto è stato ritirato. Ora l'interesse della Elcon ha preso altre direzioni toccando anche la Lomellina. I contatti per un possibile insediamento a Garlasco trovano conferma da ambienti vicini alla società, ma sottolineando che il progetto è in una fase embrionale e che Garlasco non è l'unica opzione. «Esistono contatti in diverse località e con diversi proprietari di aree – affermano dall'azienda – . Stiamo sondando la disponibilità e l'interesse tenendo in considerazione anche le previsioni del Pgt, poi valuteremo le soluzioni. Ma siamo in una fase assolutamente preliminare. Non esiste ancora una localizzazione: diciamo che, tra le varie soluzioni, c'è anche Garlasco». Ma il sindaco, Pietro Farina, ha già fatto sapere che il Comune vuole garanzie sull'ambiente e sulla tutela della salute. «Non svendiamo la nostra qualità della vita – ha detto il primo cittadino – solo perchè siamo in un momento di crisi economica». Farina chiederà attraverso l'Arpa (l'Agenzia regionale per la prevenzione ambientale) e la Regione ulteriori informazioni e verifiche. «Per ora nessuna richiesta è arrivata ufficialmente sul nostro tavolo – dicono dall'assessorato regionale all'Ambiente – sappiamo solo informalmente che ci sono stati contatti tra la Elcon e il Comune di Garlasco. Se e quando avremo a disposizione richieste ufficiali, la nostra linea di condotta sarà sempre quella di consultare il territorio e la popolazione». Sulle caratteristiche del progetto che potrebbe, in teoria, prendere corpo a Garlasco però nessuno si sbilancia. «La committente è la società israeliana – dicono i referenti italiani dell'azienda – e alla società spetteranno le valutazioni. Possiamo solo dire che si tratta di un impianto di smaltimento di rifiuti farmaceutici, ma in una fase, ribadiamo, del tutto preliminare è inappropriato fare accostamenti con il progetto di Castellanza che abbiamo ritirato perchè la Elcon non va dove non la vogliono». Intanto, il sindaco conferma che gli incontri tra il Comune e la società si terranno solo alla presenza dell'Arpa. «Rimaniamo sulla nostra posizione iniziale riguardo a questa nuova ipotesi – dichiara il sindaco Pietro Farina – ci sembra giusto incontrare il privato alla presenza di Arpa, potremmo già fissare una data la prossima settimana. Vogliamo essere sicuri sulla natura dell'attività. Si è parlato di una cinquantina di posti di lavoro e la posizione sarebbe ai confini con Gropello, nell'ex area Record, i camion entrerebbero dalla rotatoria tra i due Comuni senza entrare in città» L'area di proprietà Tumiatti potrebbe dunque diventare un sito per lo smaltimento di rifiuti. «Sono al corrente di questa operazione, ma non me ne occupo personalmente», commenta Andrea Tumiatti imprenditore nell'area espositiva sorta presso l'ex impianto produttivo di famiglia. (ha collaborato Maria Pia Beltran)