VERSO IL BALLOTTAGGIO
di Fabrizio Merli w PAVIA Bastassero i "mi piace" che si cliccano su Facebook, Cattaneo avrebbe già vinto il ballottaggio. La sua "fan page" (la pagina degli ammiratori) ha totalizzato 5.293 "mi piace" contro i 1.680 di Depaoli. Ma lo sfidante è, appunto, il portacolori del Partito democratico e per un sindaco uscente è normale avere maggiore visibilità e, quindi, consenso. La volata finale verso il voto di domenica 8 giugno, quello che deciderà l'inquilino di palazzo Mezzabarba per i prossimi cinque anni, si corre anche nel mondo virtuale di internet. Entrambi i candidati, oltre al profilo sui social network, hanno un sito "dedicato", riservato, quindi, solo alla campagna elettorale. L'analisi comparata dice che quello di Cattaneo vince sotto il profilo della comunicazione (probabilmente è costato molto di più di quello del suo competitor). Un esempio su tutti: il programma, cioè il cuore di un'elezione a sindaco. Cattaneo punta sulla sintesi e sui tempi televisivi. Cliccando su "Un mandato in immagini" si accede a una sezione in cui vi sono 8 video da un minuto ciascuno che illustrano quanto è stato fatto. Depaoli, invece, illustra quanto ha intenzione di fare con una descrizione abbastanza lunga e con la frase finale «scarica il programma completo in pdf». Fast food contro slow food, verrebbe da dire. Toccherà agli elettori dire se preferiscano, metaforicamente, i cheese-burger di Cattaneo o il brasato di Depaoli. Dove, invece, il prof del centrosinistra stacca di qualche lunghezza l'ingegnere del centrodestra è sulla trasparenza. Sul sito di Depaoli (www.massimodepaoli.it) sono pubblicati non solo i nomi di tutti quelli che hanno contribuito alla campagna elettorale, ma addirittura le fatture che ciascuno, da casa propria, può comodamente scaricare. Una caratteristica che, sul sito di Cattaneo (www.paviaconcattaneo.it) al momento non si può reperire. Dovendo, poi, trovare dei difetti comuni, si può dire che il sito della civica che appoggia "Alesindaco" dovrebbe essere aggiornato, visto che nella home page si legge «lo spoglio è tutt'ora in corso». E per quanto riguarda il "Depa" un aspetto sul quale riflettere è quello della comunicazione. Nell'era dei telefoni satellitari, indicare, come contatto, solo un numero di telefono fisso è abbastanza anacronistico. A proposito di comunicazione, se si passa dalla cyber-politica al mondo reale (dove la compagine di Cattaneo si è aggiudicata piazza Cavagneria per il comizio finale), c'è un tema che accomuna Cattaneo e Depaoli: le richieste degli elettori. Entrambi, soprattutto negli ultimi giorni, stanno girando piazze, quartieri e mercati perchè nessun sito internet potrà mai soppiantare il fatto di avere davanti il candidato in carne e ossa. Cosa chiedono, dunque, i pavesi? La richiesta principale è, beffardamente, quella su cui il sindaco e il Comune possono incidere di meno. Ossia, il lavoro. «Trovo molte mamme – dice Cattaneo – che mi parlano dei figli disoccupati, oppure cinquantenni disoccupati che non riescono a ricollocarsi. Sia io che Depaoli diciamo loro chiaramente che il Comune ha pochi mezzi per intervenire, ma è una delle domande più frequenti». Il candidato del centrosinistra conferma. Anche negli altri argomenti di questa hit parade delle istanze, domina la concretezza lombarda. «Mi chiedono dei marciapiedi – prosegue Cattaneo – mi segnalano le buche. Mi parlano delle piante da potare». Il decoro urbano ricorre anche nelle richieste fatte a Depaoli: «In via Olevano – esemplifica il candidato Pd – mi segnalano che i rami delle piante sono tanto bassi da intralciare i pedoni. E poi mi chiedono della sicurezza: truffe agli anziani e furti nelle abitazioni sono argomenti frequenti».