Sfilano le Forze armate «La pace non è scontata»
ROMA A 68 anni dalla nascita della Repubblica, la festa del 2 giugno passa dallo stile sobrio degli ultimi due inquilini di Palazzo Chigi, Mario Monti ed Enrico Letta, a quello informale di Matteo Renzi, che per raggiungere prima l'Altare della Patria, quindi i Fori imperiali per la parata militare, sceglie di andare a piedi. Strette di mano, selfie con le persone che si assiepano dietro alle transenne, battute, il premier si gode la passeggiata sotto il sole che illumina Roma. Una sosta per un rapido caffè in piazza Venezia con il presidente del Senato Pietro Grasso e il presidente della Consulta Gaetano Silvestri, poi dà il cinque a un bambino, raccoglie incitamenti, «non mollare, ti aiutiamo noi»; suggerimenti: «mi raccomando i pensionati»; speranze: «cambia l'Italia». «Ci proviamo» risponde il presidente del Consiglio. Il capo dello Stato Giorgio Napolitano, che nel pomeriggio accoglie nei giardini del Quirinale diciottomila persone, è soddisfatto: «Oggi c'era una folla che non avevo mai visto. Una grande serenità, gente sorridente, e nonostante le difficoltà e le sofferenze per molti, sono fiducioso. Il popolo «in cui si rafforza il sentimento nazionale» è quello che il presidente osserva al mattino, quando dopo l'omaggio al Milite ignoto a cento anni dallo scoppio della Grande guerra e il passaggio delle Frecce tricolori, che tornano (grazie a uno sponsor) dopo una pausa di due anni, si sposta ai Fori con la storica Flaminia scoperta. «Le Forze armate meritano il profondo apprezzamento del Paese per la professionalità, la dedizione e il valore dimostrati» è il saluto di Napolitano in un messaggio inviato al capo di stato maggiore della Difesa Luigi Binelli Mantelli. «Anche per l'Europa - ammonisce - la pace non è un bene definitivamente acquisito, lo dimostrano l'acuirsi di gravi focolai di tensione a ridosso dei confini dell'Unione e il necessario, costante impegno della comunità internazionale nella gestione delle crisi e del contrasto del terrorismo e della criminalità organizzata». I militari, dunque, sottolinea, sono chiamati «ad assolvere compiti vitali di dissuasione, prevenzione e protezione». Per celebrare la Repubblica sfilano in 3500 divisi in sette settori, in rappresentanza di tutti i corpi dello Stato, militari e civili: lo slogan è «Forze armate, valori e tradizione dalla prima guerra mondiale alla difesa europea». Per ridurre i costi, il numero dei veicoli è limitato all'osso, come i cavalli, a eccezione di quelli dei Corazzieri, che l'anno scorso avevano anche loro sfilato a piedi. A salutare il passaggio ci sono tra gli altri il ministro della Difesa Roberta Pinotti, i presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, i ministri Angelino Alfano, Federica Mogherini e Maria Elena Boschi, queste ultime in tailleur bianco e fucsia che spezzano il grigio della tribuna d'onore. Tutti i partiti, a eccezione del Movimento 5 Stelle, sono rappresentati. Un lungo applauso saluta i militari della Brigata San Marco, a cui appartengono, ricorda lo speaker ufficiale, i due marò trattenuti in India. «Parata impeccabile» commenta Napolitano, ringraziando Pinotti, primo ministro della Difesa donna della Repubblica. Le Frecce salutano lasciando una scia tricolore sulla città, mentre Renzi riprende, a piedi com'era arrivato, la via di Palazzo Chigi.(m.r.t.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA