Più forte del buio per vincere nell'Adriatico
CASTELLO D'AGOGNA Fra i 40 velisti partiti ieri da Caorle c'era anche Egidio Carantini, 51enne non vedente di Castello d'Agogna. La sfida è rappresentata dalla regata d'altura "La Cinquecento Trofeo Phoenix", organizzata dal circolo nautico "Santa Margherita". La 40esima edizione si concluderà sabato alle isole Tremiti. Per la prima volta nella storia di una regata d'altura in doppio si è presentato un equipaggio composto da un velista non vedente, Carantini, e da un normodotato, il velista triestino Berti Bruss. La loro imbarcazione, "La dolce vita", compirà il percorso di 500 miglia e ritorno nella classe X2. Carantini ha perso la vista all'età di 18 anni a causa di una ciste sui nervi ottici. Sempre cimentatosi in diversi sport fin da piccolo, ha poi continuato l'attività sportiva intraprendendo lo sci di fondo e il body building, con sporadiche esperienze in altri sport, più o meno accessibili ai non vedenti. «Solo nel 2005 ho iniziato i corsi di vela autonoma per ciechi al Club velico Homerus, sul lago di Garda, e poi ho partecipato alle prime regate e gare di match race, oltre che ai campionati italiani del 2005 a Trieste», ricorda Carantini. Nel 2010, ai campionati internazionali di match race sul lago di Garda, ha conquistato il terzo posto nella categoria B3 a fianco del timoniere finlandese Pecca. Fino a oggi ha regatato in diverse competizioni e ha partecipato al campionato italiano di classe Meteor tenutosi a Desenzano sul Garda. Nel 2012 la prima impresa: il giro dell'Italia da Trieste a San Remo, in barca a vela, in due. «E' nata da qui la mia amicizia con il velista giornalista Berti Bruss – aggiunge Carantini – E' lui la voce della Barcolana, la storica regata velica». Quel viaggio, raccontato nel libro "Io i tuoi occhi, tu l'anima mia", ha contribuito a sensibilizzare molte persone sul problema della disabilità. Il percorso di mare e amicizia di Berti ed Egidio era iniziato il 25 marzo: fino al 1° giugno i due velisti hanno effettuato 29 scali marittimi e cinque a secco. Non erano mancate due immersioni. Carantini, addestrato alla scuola di immersione del Circolo Sommozzatori Trieste, si era immerso nelle acque del Cristo degli Abissi, a Portofino, e del sito archeologico subacqueo di Pozzuoli. «Sono stato istruito da Guido Merson e da Tullio Muller, specializzati in materia – dice ancora Carantini – L'Unione italiana ciechi, la società per disabili EasyAction Onlus e la Lega navale italiana, avevano aderito con entusiasmo all'impresa». E ora la sfida dell'Adriatico, che sarà possibile seguire in diretta nel sito www.lacinquecento.com (sezione tracking) grazie ai sistemi satellitari installati a bordo di ciascuna imbarcazione. Ieri, sempre nella classe X2, è partita un'altra coppia inedita: quella formata da Luciano Tronchin e Marco Marin su Calliope per Emergency. Al sano spirito competitivo l'equipaggio abbina la voglia di sostenere la onlus fondata da Gino Strada e impegnata nelle zone più calde del pianeta. Umberto De Agostino